In continuo movimento, fagocitati tra mille cose da fare, viviamo il più delle volte delle vite parallele; quella lavorativa separata da quella familiare, quella nel nostro nucleo familiare e quella con gli amici, una “reale” e una “virtuale” e i confini tra queste sono così labili, che spesso è facile sconfinare.
Così tra i problemi in ufficio, i conti da far quadrare, le spese condominial, i litigi per il posteggio e bruciori di stomaco vari, la seconda vita e cioè quella virtuale, si è ritagliata più tempo a spese di quella reale.
Italiani sempre più connessi: 50 milioni su Internet ogni giorno
Dal report Digital 2020 di We are social

Questo è futuro
In un breve lasso di tempo il futuro così come noi “baby boomer” da bambini ce lo immaginavamo guardando i telefilm di spazio 1999 e star trek, ci è piombato addosso, e in meno che non si dica, ha percorso in questa ultime tre decadi molta più strada di quanta ne abbia percorso l’intera umanità dai suoi esordi su questa terra sino agli inizi millennio scorso.
In questa corsa però non tutti abbiamo tenuto lo stesso passo, qualcuno è stato più rapido, altri si sono attardati cercando di capire cosa in realtà stesse succedendo, altri hanno lasciato perdere perché la “cosa” non li riguardava e sono rimasti indietro.
Il problema del futuro è che solitamente arriva prima che noi si sia preparati a riceverlo.
(Arnold H. Glasgow)
Chi come me ha oltrepassato i cinquanta e si è sempre in qualche modo interessato alle nuove tecnologie, ha vissuto il passaggio dall’era “analogica” a quella “digitale”, come il naturale cammino da intraprendere per vivere senza troppi scossoni il futuro.
Egli altri?
Dov’è il manuale di sopravvivenza?
Non rimanere tagliati fuori, non restare indietro, purtroppo non esiste ancora (credo), un manuale per sopravvivere al futuro, come superstiti su un’isola deserta c’è da sperare o nella buona sorte o nelle capacità da far fronte agli eventi, confidando in quest’ultima voglio provare a stilare alcune note di un percorso che ha mi ha portato dall’essere un naufrago digitale allo scoprire un mondo nuovo con gli occhi curiosi di un bambino e la consapevolezza che comunque il pericolo possa trovarsi anche tra i delicati petali di un fiore sintetico.
