Anatomia della manipolazione affettiva
Dietro un messaggio, una fotografia e una promessa d’amore spesso si nasconde una sofisticata tecnica di manipolazione. Le truffe affettive sfruttano solitudine, fiducia e vulnerabilità per arrivare fino al portafoglio della vittima.
Tutto comincia con un messaggio e a volte con un semplice commento a una fotografia. Altre volte con una richiesta di amicizia arrivata da uno sconosciuto. Non sembra esserci nulla di pericoloso. Anzi, all’inizio sembra quasi una fortuna: qualcuno ci ha finalmente notati, qualcuno sembra comprenderci, ascoltarcie condividere le nostre passioni.
Ed è proprio lì che può cominciare la trappola.
Non è una storia d’amore
Il romance scam, conosciuto anche come truffa affettiva, è una forma di frode nella quale il criminale costruisce una relazione sentimentale con la vittima per ottenere, un vantaggio economico.
Ma definirla semplicemente una «truffa online» rischia di essere riduttivo.
Dietro questi raggiri possono convivere cybercrimine organizzato, ingegneria sociale e manipolazione psicologica. Il bersaglio non è soltanto il conto corrente della vittima: prima ancora la sua fiducia.
La rete, in questo meccanismo, offre un ambiente particolarmente favorevole. La distanza fisica e l’assenza del contatto diretto possono facilitare una maggiore apertura personale. Si raccontano emozioni, problemi, passioni e fragilità a una persona che, almeno apparentemente, sembra ascoltare senza giudicare.
Si definisce questo spazio un vero e proprio «rifugio emotivo» e collega il fenomeno alla cosiddetta disinibizione digitale: online possiamo arrivare a condividere informazioni intime con una rapidità difficilmente immaginabile nelle relazioni tradizionali.
Ed è proprio su questo terreno che il truffatore costruisce la propria strategia.
Prima studia la vittima, poi diventa la persona che sta cercando
Il primo errore è pensare che il truffatore scelga casualmente le proprie vittime.
Spesso accade il contrario.
I social possono fornire una quantità enorme di informazioni: fotografie, commenti, interessi, luoghi frequentati, persone conosciute e opinioni personali.
Tutto questo può essere utilizzato per costruire un’identità apparentemente compatibile con quella della vittima.
È una forma di sartoria di ingegneria sociale: il criminale osserva, raccoglie informazioni e adatta il proprio comportamento per rispondere ai bisogni emotivi della persona che ha scelto come bersaglio.
Se ami viaggiare, anche lui ama viaggiare.
Se ascolti una determinata musica, improvvisamente è anche la sua preferita.
Se hai attraversato una separazione, pure lui ha una storia dolorosa da raccontare.
Non è quasi mai una coincidenza.
È il mirroring, il rispecchiamento: costruire una somiglianza che renda più semplice creare un legame.
Il love bombing: quando l’attenzione diventa uno strumento
Poi arriva il momento in cui la relazione accelera.
Messaggi al mattino. Messaggi durante il giorno. Messaggi prima di dormire.
Complimenti, dichiarazioni, promesse.
La vittima può avere la sensazione di essere finalmente importante per qualcuno.
Questa fase viene spesso descritta come love bombing: un bombardamento di attenzioni che contribuisce a creare rapidamente un forte coinvolgimento emotivo.
Il problema è che, mentre la vittima pensa di essere dentro una relazione che sta crescendo, il truffatore sta costruendo una posizione di fiducia.
E quando la fiducia è abbastanza forte, può arrivare il passaggio successivo: l’isolamento.
«Non dirlo agli altri».
«Non capirebbero».
«Sono gelosi della nostra relazione».
Il rapporto viene trasformato in qualcosa di esclusivo e segreto, riducendo progressivamente la possibilità che amici o familiari possano intervenire e mettere in discussione quella che la vittima considera ormai una relazione reale.
I campanelli d’allarme
Non esiste un singolo elemento capace di dimostrare che dietro un profilo ci sia un truffatore.
Esistono però alcuni segnali che, soprattutto quando compaiono insieme, dovrebbero invitare alla prudenza.
Attenzione, per esempio, quando:
- la persona evita sistematicamente le videochiamate;
- trova sempre una nuova scusa per non incontrarsi;
- dichiara di condividere praticamente ogni nostra passione;
- accelera rapidamente il coinvolgimento sentimentale;
- chiede di mantenere segreta la relazione;
- crea situazioni di emergenza che richiedono denaro immediato;
- chiede bonifici verso conti intestati a terzi;
- propone pagamenti attraverso criptovalute;
- nelle fotografie compaiono anomalie o elementi poco realistici.
Anche le immagini meritano attenzione.
ATTENZIONE! Oggi una fotografia non rappresenta necessariamente una prova di autenticità. Immagini generate o alterate con l’intelligenza artificiale possono contribuire a rendere credibile un’identità che non esiste.
Ma bisogna evitare un equivoco: non serve necessariamente l’intelligenza artificiale per costruire una truffa efficace.
Una fotografia rubata, un profilo falso e una buona capacità di manipolazione possono essere più che sufficienti.
Poi arriva l’emergenza
La richiesta di denaro, quasi mai, arriva all’inizio.
Arriva quando la vittima è già coinvolta.
Il copione può cambiare, ma la struttura è spesso simile: una persona amata si trova improvvisamente in difficoltà.
Un conto congelato.
Un problema con la dogana.
Una malattia.
Un divorzio.
Un viaggio cancellato.
Un’emergenza familiare.
La richiesta può essere presentata come temporanea e urgente.
«Mi aiuti soltanto questa volta».
Il problema è che quella prima volta può diventare l’inizio di una lunga sequenza.
La storia di una manipolazione
Nel racconto riportato sotto, la vittima viene contattata dopo aver pubblicato un post sulla solitudine.
L’uomo si presenta come una persona di successo, ma segnata dalle proprie esperienze sentimentali. In poche settimane la relazione diventa intensissima.
Arrivano centinaia di messaggi al giorno e promesse di un futuro insieme.
La vittima viene convinta che quella relazione sia qualcosa di raro e speciale. Contemporaneamente viene invitata a non parlarne con altre persone.
Poi arriva la prima richiesta: 5.000 euro per una presunta tassa doganale.
Dopo il primo pagamento, però, il problema non si risolve.
Arrivano nuove emergenze: una sorella malata, voli cancellati, problemi bancari.
Ogni tentativo della vittima di ottenere una videochiamata o una spiegazione viene accompagnato da una nuova complicazione.
A quel punto la vittima non sta più semplicemente inviando denaro.
Sta cercando di salvare la persona che crede di amare.
Ed è proprio questa la forza della manipolazione.
Il prezzo non è soltanto economico
Quando la truffa viene scoperta, il danno può essere enorme.
Oltre 4,5 milioni di euro sottratti in Italia nel 2021, però questa cifra potrebbe essere molto superiore a causa del cosiddetto sommerso, alimentato dalla vergogna e dalla mancata denuncia. A livello internazionale per gli Stati Uniti, si annovera un danno di 547 milioni di dollari.
Ma il conto economico racconta soltanto una parte della storia.
La vittima può perdere risparmi, fiducia, autostima e capacità di fidarsi nuovamente degli altri.
Perché il lutto non riguarda soltanto il denaro.
Riguarda una relazione.
Una persona.
Una storia condivisa.
Solo che quella persona, in realtà, non è mai esistita.
Quando la vittima rischia di diventare un money mule
Esiste inoltre uno scenario ancora più pericoloso.
In alcuni casi il truffatore può chiedere alla vittima di ricevere o trasferire denaro per suo conto.
La persona crede di aiutare il proprio partner.
In realtà può essere utilizzata come money mule, cioè come intermediario inconsapevole nel trasferimento di denaro proveniente da attività illecite.
In altri casi la manipolazione può arrivare alla sextortion, con l’utilizzo di fotografie o materiale intimo come strumento di ricatto.
La truffa sentimentale, quindi, può trasformarsi in qualcosa di molto più complesso di una semplice richiesta di denaro.
Cosa fare quando si scopre la truffa
La prima reazione potrebbe essere cancellare tutto.
È comprensibile, ma conservare le informazioni può essere fondamentale.
Messaggi, email, numeri di telefono, fotografie, profili social e documentazione relativa ai pagamenti possono contribuire alla ricostruzione dei fatti.
Per i trasferimenti di denaro possono essere importanti, per esempio, i riferimenti dei bonifici e delle transazioni in criptovaluta. Anche le conversazioni e gli identificativi digitali utilizzati dal truffatore possono essere utili agli investigatori.
La regola più importante, però, è molto più semplice:
interrompere i pagamenti, bloccare il contatto e chiedere aiuto.
E soprattutto non vergognarsi.
Denunciare significa rompere il meccanismo
La vergogna è uno degli elementi che permettono a queste truffe di funzionare.
La vittima può pensare di essere stata ingenua.
Può avere paura del giudizio degli altri.
Può decidere di non raccontare nulla.
Ma il silenzio protegge soprattutto chi ha commesso la truffa.
Denunciare significa invece trasformare una vicenda personale in un’informazione utile per individuare eventuali reti criminali e collegare episodi apparentemente isolati.
Significa anche iniziare a riprendere il controllo.
Perché le truffe romantiche non dimostrano che una persona è stupida.
Dimostra quanto possa essere efficace una manipolazione costruita con pazienza intorno ai nostri bisogni, alle nostre emozioni e alle nostre vulnerabilità.
L’amore non dovrebbe chiedere una password, un bonifico o un segreto
C’è una domanda che vale la pena tenere a mente ogni volta che nasce una relazione online:
Quanto conosco davvero la persona che ho davanti allo schermo?
Non significa diventare diffidenti verso chiunque.
Significa imparare a distinguere la fiducia dalla rinuncia al senso critico.
Una videochiamata rimandata per mesi, una relazione che deve rimanere segreta, un’emergenza finanziaria dopo poche settimane e la richiesta continua di denaro non sono forse prove evidenti di una truffa.
Ma sono segnali sufficienti per fermarsi e verificare.
Perché in questo tipo di truffe il criminale non cerca soltanto di rubare i nostri soldi.
Prima cerca di farci credere che abbiamo finalmente trovato qualcuno che ci ama.
E tu, ti fideresti?
Le truffe affettive ci ricordano che la sicurezza digitale non riguarda soltanto password, antivirus e autenticazione a due fattori. Riguarda anche le nostre emozioni.
Hai mai ricevuto un messaggio sospetto da una persona conosciuta online? Quale comportamento ti farebbe interrompere immediatamente una relazione virtuale?
Raccontacelo nei commenti e condividi questo articolo: potrebbe arrivare proprio alla persona che, in questo momento, ha bisogno di riconoscere quei segnali prima che sia troppo tardi.