C’è un punto, nella vita pubblica di un Paese, in cui la polemica smette di essere fisiologica e diventa un sintomo. Quel punto, qui da noi in Italia, sembra essere stato superato da tempo. Oggi la politica non mira più soltanto a convincere: mira a colpire, umiliare, polarizzare. E soprattutto a semplificare tutto fino a ridurre il confronto a una formula tossica: “noi” i giusti contro “loro”,chi non la pensa come noi e in effettiin queste ultime giornate ci offrono due esempi speculari. Da una parte, a Genova, un linguaggio militante che evoca lo scontro frontale, la caccia al nemico, l’idea che la conflittualità sia di per sé una virtù. Dall’altra, un video costruito come una messinscena imperiale, in cui l’avversario politico viene esibito come ostacolo da sacrificare nell’arena. Cambiano gli schieramenti, non la grammatica. Il risultato è identico: l’avversario non è più qualcuno con cui misurarsi, ma qualcuno da delegittimare, schiacciare, ridicolizzare e perché no, eliminare.
Archivi della categoria: Giornalismo
Hollywood al Pentagono
Nell’attuale scenario geopolitico, la sovranità esecutiva ha subito una mutazione ontologica definibile come la “Hollywoodizzazione” dell’autorità. Non siamo più di fronte alla semplice gestione amministrativa dello Stato, ma a una vera e propria telemorfosi del potere, dove l’esercizio del comando si sovrappone ai codici della produzione cinematografica e dell’intrattenimento digitale. Il passaggio dal discorso diplomatico sobrio e tecnocratico al framework della meme-war rappresenta una scelta strategica deliberata: nell’era della distrazione di massa, la legittimazione non deriva più dalla correttezza procedurale o dall’accuratezza fattuale, ma dalla capacità di dominare l’economia dell’attenzione attraverso narrazioni spettacolari.
Questa nuova liturgia politica si fonda su un’estetica “buono alla prima”.
Terrore in HD
Dall’attentato di Christchurch del 2019 a oggi, il terrorismo ha imparato a fare cinema. Regia, montaggio, distribuzione virale: come l’estremismo ha colonizzato il linguaggio dei media per trasformare ogni attacco in un evento.
Il 15 marzo 2019, Brenton Tarrant entra nella moschea Al Noor di Christchurch con una GoPro montata sul casco. Non sta solo uccidendo cinquantuno persone: sta girando un film. La trasmissione è in diretta su Facebook. L’inquadratura è in prima persona, come in un videogame sparatutto. La colonna sonora è musica tradizionale serba, poi il brano nazionalista britannico Gas Gas Gas, è stata scelta con cura. Prima di entrare, ha pubblicato un manifesto di settantaquattro pagine come fosse il making of di un’opera d’arte.
Dubai 2026: Quando il Cristallo si incrina
Per decenni, Dubai ha venduto un’immagine di invulnerabilità. Gli influencer e i milionari che l’hanno scelta come casa si sono svegliati sabato 1° marzo sotto il fragore delle esplosioni. La narrazione è passata istantaneamente da “tutto è possibile” a “tutto è fragile”.
L’Uso dei Social Media per il Reclutamento Giovanile nelle Organizzazioni Mafiose
Le organizzazioni mafiose hanno compiuto una metamorfosi comunicativa radicale, abbandonando il tradizionale paradigma della segretezza per abbracciare una strategia di visibilità controllata sui social media. Questo cambiamento rappresenta una rottura storica con i metodi tradizionali di comunicazione mafiosa, che privilegiavano l’ombra e il silenzio.
Heaven’s Gate
Hai mai sentito parlare della setta Heaven’s Gate? Scopri la loro storia inquietante, i retroscena, le motivazioni e le conseguenze di questa follia collettiva. Un viaggio nel lato oscuro della psiche umana che ti farà riflettere sui pericoli del fanatismo e della manipolazione mentale
Reporter di guerra: dall’analogico al digitale.
Scopri come Internet e l’intelligenza artificiale hanno rivoluzionato il giornalismo di guerra, tra opportunità e sfide come fake news e manipolazione. Difendiamo insieme un’informazione libera e autentica.
