Nel quadro della globalizzazione digitale, le Multi-Channel Networks (MCN) cinesi hanno completato una transizione strategica fondamentale: l’evoluzione da attori del live-streaming e-commerce domestico a esportatori sistematici di contenuti adult verso i mercati occidentali. Questo spostamento non è meramente una diversificazione di prodotto, ma rappresenta il passaggio dal “Made in China” tangibile al “Created in China” digitale ad alto rendimento.
La saturazione dei mercati interni e l’inasprimento della competizione domestica hanno spinto queste organizzazioni a sfruttare la propria capacità di produzione industriale per penetrare giurisdizioni (USA ed UE) caratterizzate da regimi di monetizzazione superiori e da una diversa tolleranza normativa. Il modello opera su una segregazione strutturale: le MCN funzionano come “fabbriche di contenuti” regolate da logiche di efficienza manifatturiera, dove il talento umano viene processato come una commodity destinata interamente all’export, eludendo i vincoli moralistici e legali vigenti all’interno del territorio cinese.
