Sicurezza o sorveglianza di massa?

L’Italia sfida l’AI Act: sicurezza pubblica o sorveglianza di massa?
Il Governo italiano sta lavorando a un decreto che amplierebbe l’uso del riconoscimento facciale e della raccolta di dati biometrici (volto, iride) da parte della polizia negli spazi pubblici (piazze, stadi, cortei), prevedendo conservazione dei dati per 7 giorni e procedure d’urgenza semplificate per i PM.
Dall’altro lato, la Commissione Europea frena: l’impostazione rischia di violare l’AI Act, che vieta la sorveglianza biometrica di massa e limita le eccezioni a casi di minaccia imminente o ricerca di persone scomparse, vietando la raccolta preventiva su cittadini non sospetti.

Tecnofascismo al silico

Nell’odierno scenario internazionale, il software è stato mutato definitivamente da funzione di supporto logistico a fondamento primario della potenza statale. L’intelligence indica che l’intelligenza artificiale sta rapidamente sostituendo l’arsenale nucleare come principale forza di deterrenza globale. Non siamo più di fronte a proiezioni teoriche: l’hacking autonomo e la “Guerra Algoritmica” sono realtà operative che ridefiniscono il concetto stesso di sovranità nazionale. La distinzione tra “Soft Power” e “Hard Power” sfuma in favore di un dominio in cui il codice rappresenta la prima linea di difesa e offesa geopolitica.Questa evoluzione è cristallizzata nel manifesto “The Technological Republic” di Alex Karp (CEO di Palantir), un documento di 22 punti che delinea una visione dove la tecnologia è l’unico baluardo della democrazia occidentale.

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