“I computer sono incredibilmente veloci, accurati e stupidi. Gli uomini sono incredibilmente lenti, inaccurati e intelligenti. L’insieme dei due costituisce una forza incalcolabile.”
Albert Einstein

Non sempre è così.
A volte questa addizione non da il risultato sperato.
Se è vero che gli italiani sono “grandi navigatori” in internet, lo sono un po’ meno nell’uso del computer: “Nel 2013 la quota di famiglie italiane che si connette a Internet da casa e ha un personal computer, spiegano dall’Istat, è aumentata fino a superare il 60 per cento. E quasi la totalità di chi ha un computer sa compiere operazioni elementari come spostare file nelle cartelle o copiare e incollare. Ma quando le operazioni si fanno più complesse, come usare un foglio elettronico o installare una periferica per esempio, la percentuale scende al 50 per cento”.
Fonte: linkiesta
Mentre il parco macchine a disposizione è davvero imponente, tra PC desktop, portatili, smartphone, tablet, smartwatch, internet non ha più segreti, se gli italiani sono in grado di navigare in internet, chattare, fare ricerche, postare immagini e commenti, “scaricare” programmi e musica, sono un po’ meno “attenti”per quanto riguarda ciò che è di contorno a tutto ciò, e che potrebbe sembrare futile ma che in realtà non lo è (tipo aggiornare il S.O., difendere la privacy, accettare tutti i pop-up che compaiono sullo schermo, leggere velocemente o bypassare addirittura i disclaimer, scaricare le applicazioni del momento come se non ci fosse un domani e via discorrendo).
“L’arma che causa i maggiori danni ad Internet è la tastiera.”
Seven Nielsen
Una maggiore consapevolezza di ciò che si sta usando e perché, un riguardo per la privacy, o soltanto la cognizione che la vita “online” abbia le stesse priorità e pericoli di quella “offline”, perché non basta più come si faceva una volta spegnere il PC per essere sicuri.
