COM’È PROFONDO IL WEB


In questi giorni di “clausura forzata”, ho voluto conoscere un po’ di più dell’universo che circonda il word wide web.
Così mi sono addentrato più a fondo, e al di là di Google, Facebook, Twitter, vi è un altro modo che forse non tutti conoscono, il “deep web”.

Prima di approfondire questo argomento è meglio chiarire che il “word wide web” non è internet.

Il web per precisazione è la “parte” grafica, multimediale, interattiva e ipertestuale di Internet.

Internet è invece quell’insieme di protocolli di comunicazione che regolano lo scambio di dati tra computer diversi collegati a reti eterogenee attraverso mezzi di comunicazione differenti: le onde radio, la linea telefonica e i cavi ottici.

Immaginiamo (per semplificare), che il web sia la punta di un iceberg che emerge dall’oceano di internet, e poco sotto la parte sommersa, una parte più grande, appunto il “deep web”.
Bene, ora facciamo che la piccola parte che emerge chiamata “clearnet”, è la parte indicizzata dai motori di ricerca (quindi non solo Google), che funzionano raccogliendo i link relativi alle risorse accessibili in rete grazie a una URI (Uniform Resource Identifier), che può rimandare a un intero sito web, un blog o a un social network. Quindi chi li cerca dovrà conoscerne il anticipo l’“indirizzo”, la Uri, perché il motore di ricerca non può indicizzarlo e farcelo trovare.

Il deep web

Il “deep web” è per convenzione tutta quella parte non indicizzata dai motori di ricerca, e che può comprendere dalle documentazioni scientifiche, agli account bancari, alla messaggistica, i servizi riservati e pubblicazioni istituzionali.

E poi c’è lui il “Dark web”, il bababu, il lupo nero, il male assoluto, dove tutte le iniquità dell’essere umano trovano il loro accesso.

La realtà non è proprio così.
Certo è che per accedere al “dark web”, il vostro Google o un normale browser non è sufficiente, ci vuole qualcosa di diverso.
Sicurezza e anonimato sono le parole chiave per addentrarsi in questo mondo, che non è solo il ricettacolo di pervertiti e assassini, o di coloro in cerca di emozioni forti, perché forse non tutti sanno che il “dark web” è utilizzato sopratutto da giornalisti, dissidenti e coloro che vivono in paesi diversamente democratici, ed il solo modo per potere esprimere le loro opinioni ed avere una visione di ciò che succede dall’altra parte del muro.

Il dark web è pericoloso…

Ne più ne meno che navigare nella “clearnet”, i pericoli sono gli stessi, solo che in “chiaro” non se ne ha la percezione, e a volte basta cambiare un nome ; da chiaro a scuro ed ecco che tutto ha un suono diverso.

Se ci equipaggiamo dei giusti strumenti, accedere nel dark web non è pericoloso, ma se siamo sprovveduti anche la “clearnet” può diventare insidiosa.

Entrare nel “dark web”, è semplice, basta installare un software speciale chiamato TOR ed il gioco è fatto, ma questa è un’altra storia che merita un argomento più approfondito a parte.

Il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è.

Mark Twain

Pubblicato da Neox

Web advisor, scrittore, fotografo, pittore.

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