
Volete un computer piccolo, leggero, economico e che si adatta ad ogni situazione?
La soluzione è davvero poco costosa e a portata di mano e si chiama Raspberry Pi.

Un po’ di storia
Il Raspberry Pi è un single-board computer sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation. La presentazione al pubblico avvenne il 29 febbraio 2012. La scheda è stata progettata per ospitare sistemi operativi basati sul kernel Linux o RISC OS. È assemblata in Galles, nel Sony UK Technology Centre.
Della grandezza di poco più di una carta di credito, è a primo acchito solo una semplice scheda da computer dotata da diversi componenti.
Originariamente concepito per appassionati di tecnologia, ma per via della dotazione tecnica minimale e l’assenza del case il Raspberry Pi è particolarmente adatto per imparare a conoscere le strutture hardware di un computer e iniziare a cimentarsi nella programmazione. In breve tempo il mini computer ha risvegliato l’interesse di utenti ingegnosi e fai da te, che hanno potuto così realizzare idee di diversa natura grazie al Raspberry Pi.
Hardware
Dotato di diverse porte per collegare le periferiche (USB, HDMI, video, audio, ecc.), oltre all’hardware indispensabile del computer (processore, RAM, ecc.).
In uno slot si collega una carta micro SD, che diventa così il disco rigido del computer e sulla quale si trova il sistema operativo.
Si collega alla corrente con un carica batterie micro-USB (ad esempio quello di uno smartphone) e si instaura una connessione a Internet tramite un cavo di rete utilizzando un’interfaccia Ethernet e/o Wi-Fi. Tramite una porta USB si possono collegare il mouse, la tastiera, hard disk esterni e molto altro. L’uscita HDMI è l’opzione più semplice per collegare uno schermo (o alla TV)al Raspberry Pi. Inoltre sono disponibili più pin (ingressi o uscite) ai quali assegnare delle funzioni tramite programmazione.
Le componenti variano a seconda del modello. Il primo Raspberry Pi, Raspberry Pi 1, è uscito a febbraio 2012, seguito poi da altri modelli, sempre con un prezzo di partenza estremamente conveniente di massimo 35 dollari. A partire da febbraio 2016 viene distribuito il Raspberry Pi 3, che dispone di una CPU a 64 bit e, per la prima volta, ha già integrato il Wi-Fi e il Bluetooth (Low Energy) e ultimamente è uscito il Raspberry Pi 4 model B, molto più preformate fermo restando il prezzo super competitivo.
Il nome del computer è il termine inglese per torta di lamponi, “raspberry pie”. La prima parte rimanda al nome di un frutto, come da tradizione nelle aziende di informatica, quali Apple, Blackberry o Acorn, mentre “Pi” è l’abbreviazione di “Python interpreter” (interprete Python), visto che Python è il linguaggio di programmazione principale utilizzato dagli sviluppatori nel Raspberry Pi. Chi non ha esperienza con la programmazione, può anche ricorrere a Scratch, un linguaggio di programmazione visivo molto semplice.
Il sistema operativo
Il Raspberry Pi in sé non ha un sistema operativo. Per questo, è necessario NOOBS, Abbreviazione di “New Out of the Box Software”. Si tratta di un gestore di sistema operativo che rende facile scaricare, installare e configurare il Raspberry Pi. La prima volta che si avvia NOOBS, si otterrà una selezione di sistemi operativi tra cui scegliere. La disponibilità dei sistemi operativi dipende da quale modello di Raspberry Pi si sta utilizzando. Si tratta quindi di Raspbian, OSMC, OpenELEC, WindowsIoT Core e RISC OS. Anche se il download NOOBS è semplice, è possibile acquistare una scheda SD con NOOBS preinstallato. Se si preferisce il percorso fai da te, il processo di installazione è molto semplice e troverete una guida completa sul sito Raspberry Pi. Al primo avvio, NOOBS vi accoglie con una selezione di sistemi operativi. È possibile installarne a piacere fino a riempimento della SD card.
Fonte: https://www.raspberryitalia.it/sistema-operativo/
Software
La potenza di calcolo di questa scheda non permetterà di avviare programmi estremamente pesanti. Però è possibile utilizzare tutte quelle applicazioni che spesso sono utili per lavori d’ufficio, come Word o Excel. Inoltre, esistono varianti dei programmi più dispendiosi, che puntano maggiormente sulle performance, senza tralasciare le funzionalità del software.
E grazie agli slot inserite nella scheda madre, potete usare il Raspberry come un secondo PC, collegandolo alla TV di casa, con una tastiera e un mouse, una soluzione davvero a basso costo e consumo, per moltissime esigenze, dalla didattica, alla sperimentazione, alla programmazione al divertimento, insomma un ventaglio di possibilità molto ampio per un PC così piccolo.
