Com’è profondo il web: Le Red Room.

“Oh my God, that’s my daughter”

Dal film “Hardcore” 1979

Curiosando qua e la per il dark web, ci si può imbattere più o meno volutamente in una di quelle leggende che lo popolano le Red Room.

Cosa sono le Red Room?

Le Red Room non sarebbero altro che degli “spettacoli” in live streaming, quasi sempre ambientati in una stanza spoglia, in cui sono presenti un uomo mascherato con il tipico cappuccio da boia e un prigioniero, bendato e legato su una sedia o un letto, (nella maggior parte dei casi, le vittime sono bambini, donne o animali).

Il prigioniero può subire qualunque tipo di tortura (compreso lo stupro, le frustate, la decapitazione, lo squartamento) fino alla sua morte per mano del carnefice ,che esegue gli ordini impartiti dagli stessi spettatori della live.

Si può partecipare al “gioco” essenzialmente in due modi, come spettatore e come partecipante attivo.
Nel primo caso si dovrà sborsare una cifra non inferiore a 0.2 BTC e si potrà solamente assistere allo “spettacolo”, nel secondo caso la cifra si alza notevolmente si parla di 1BTC e in quel caso si potrà dare ordini sulle procedure da adottare direttamente al boia tramite chat IRC.

LA LEGGENDA.

l’origine di tutto ciò è una creepypasta giapponese, denominata “Red Room Curse”, un filmato che a sua volta si rifà ad un’ animazione horror creata in Adobe Flash nel 2000. La leggenda parla di un ragazzo che racconta ad un amico dell esistenza, in giro nel web, di un pop- up che, semplicemente, mostra la scritta “Do you like?”. Se qualcuno cerca di chiudere il pop- up, muore sotto atroci sofferenze. L’ amico, tornato a casa ed incuriosito dalla storia, cerca questo maledetto pop- up, senza però, trovarlo. Il ragazzo, quindi, lascia perdere e continua la navigazione in Internet tranquillo ma ecco che, all’improvviso, compare il terribile pop- up, accompagnato da una voce infantile che chiede “Do you like?”.
Anche dopo aver chiuso il pop-up, questo continua a ricomparire, chiedendo in continuazione “Do you like…?”. A quel punto, il pop- up inizia a ricaricarsi automaticamente finché la voce infantile diventa sempre più distorta e la domanda, lentamente, cambia in “Do you like Red?”.
Il ragazzo continua a lottare contro il pop- up che, puntualmente, si riapre finché la domanda non viene formulata in maniera completa: “Do you like the Red Room”?
Alla fine, compare un elenco di nomi, tra cui anche quello dell’adolescente che inizialmente,aveva raccontato la storia del pop- up misterioso.
Mentre il nostro protagonista legge terrorizzato la lista di nomi, un ombra compare alle sue spalle…
Il giorno successivo, nell’istituto frequentato dai due ragazzi, tutti parlano della loro morte: alcuni dicono che i due si sarebbero suicidati, altri ipotizzano che fosse opera di un serial killer considerando anche che le pareti delle camerette dei due malcapitati, vennero ritrovate, quasi, completamente ricoperte di sangue.
In conclusione del video, viene inquadrato il PC del protagonista, con il suo nome alla fine dell’elenco di persone. La leggenda vuole che chiunque veda quel video, corre il rischio di ritrovarsi sul proprio computer il suddetto pop- up.

LA REALTÀ

Fino a qualche anno fa le stanze rosse erano considerate una bufala inventata da qualche individuo senza scrupoli, ma oggi, pur non avendo prove inoppugnabili dell’esistenza di questi siti, la gente è portata a pensare che esistano e che abbiano anche molti iscritti.

Delle Red Room nessuno ne vuol parlare apertamente e chi lo fa vuol passare per anonimo: ecco parché bisogna cercare notizie su siti come 4chan e reddit (dove gli utenti sono anonimi), oppure avere molta fortuna e incontrarne per caso una…:-)



Pubblicato da Neox

Web advisor, scrittore, fotografo, pittore.

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