
A volte navigando nel web si trovano descritte delle leggende che hanno un nonché di misterioso e inquietante, così per chi è curioso come me, indagare più a fondo porta a scoprire dei particolari che certe versioni non riferiscono, ed è più o meno in questo modo che prendono vita le leggende, aggiungendo particolari alle storie narrate.
Aokigahara

Tra le file degli alberi che popolano il bosco di Aokigahara in Giappone ai piedi del monte Fuji, prende vita una storia triste e alquanto oscura, perché per moltissimi anni questo posto è stata la meta di molti “turisti” provenienti un po’ da tutte le parti del mondo, per effettuare una cerimonia molto particolare, mettere fine alla propria vita.
Situata ai piedi del Monte Fuji, questa foresta estremamente silenziosa e priva di fauna selvatica è costellata da grotte di ghiaccio e caverne. Questa foresta ha forti legami con i demoni del folklore giapponese. Ogni anno oltre cento anime in difficoltà entrano nella foresta solo per togliersi la vita e ogni anno, il personale del parco deve entrare per ripulirla da ciò che ne resta. Contare i morti, identificare i cadaveri sono solo alcuni dei loro compiti.
Ma ciò non basta, così un gruppo di volontari ha fondato un corpo di vigilanza che ha il compito di perlustrare la foresta per trovare gli eventuali cadaveri rimasti.
Nel loro lavoro seguono una serie di tracce che questi sventurati visitatori giunti sin lì per togliersi la vita lasciano lungo il loro percorso di sofferenza e non di rado, infatti, ci si imbatte in un fitto reticolo di nastri azzurri che conducono al ritrovamento di un cadavere.

Durante questa ricerca è possibile trovare degli oggetti disseminati nel bosco. Questi oggetti di uso quotidiano come pettini, occhiali e talvolta documenti, sono la prova tangibile del passaggio di esseri umani disperati che hanno deciso di togliersi la vita.
Stando a un censimento effettuato ogni anno, coloro che entrano ad Aokigahara per togliersi la vita prediligono la morte per impiccagione. Nel fitto della foresta non è quindi difficile imbattersi in corpi appesi ai rami degli alberi, spesso incappucciati.

Secondo la credenza locale, coloro che si suicidano all’interno della foresta si tramutano in yūrei, gli spiriti maligni che infestano il luogo.
