Il capitalismo della sorveglianza

Perché leggerlo

Perché bisognerebbe leggere il “capitalismo della sorveglianza” di Shoshana Zuboff

Zuboff ci introduce a un nuovo paradigma economico, il “capitalismo della sorveglianza”appunto, dove i nostri dati personali diventano la nuova materia prima. Questo modello, radicato nel mondo digitale, trasforma totalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo con la società.

L’autrice offre un’analisi critica e dettagliata delle pratiche di sorveglianza messe in atto dalle grandi aziende tecnologiche. Svela i meccanismi attraverso cui vengono raccolti, analizzati e sfruttati i nostri dati e le conseguenze che ciò ha sulla nostra privacy, sulla nostra autonomia e sulla democrazia. La Zuboff non si limita a descrivere il presente, ma inquadra il capitalismo della sorveglianza in un contesto storico più ampio, mettendo in luce le sue radici e le sue connessioni con le grandi trasformazioni sociali e tecnologiche degli ultimi decenni.

Leggere questo libro ci invita a riflettere sul nostro rapporto con la tecnologia e a porci delle domande fondamentali: Fino a che punto siamo disposti a rinunciare alla nostra privacy in cambio di servizi apparentemente gratuiti? Quali sono le implicazioni etiche e politiche di un mondo sempre più sorvegliato? Come possiamo proteggere i nostri dati e riappropriarci del nostro potere?

“Il capitalismo della sorveglianza” è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che si interessano ai temi della privacy, della sorveglianza di massa e della digitalizzazione. Leggere questo libro significa entrare a far parte di un dibattito cruciale per il nostro futuro.

In sintesi, “Il capitalismo della sorveglianza” è un libro fondamentale per capire il mondo in cui viviamo e per prendere coscienza delle sfide che ci attendono. È un’opera che ci invita a essere cittadini attivi e consapevoli, in grado di difendere i nostri diritti e di costruire un futuro più giusto ed equo.

Un nuovo modello economico

Il libro esplora le origini di questo nuovo modello economico, le sue dinamiche e le sue implicazioni per la società. In particolare si concentra su come il capitalismo della sorveglianza cattura e monetizza i dati comportamentali degli utenti.

L’autrice analizza diverse aziende, come Google, Facebook e Samsung, per illustrare come queste raccolgono informazioni personali attraverso tecnologie digitali e dispositivi connessi. Il testo evidenzia la crescente capacità di queste società di prevedere e influenzare il comportamento futuro degli utenti, e analizza le preoccupazioni relative alla privacy, al controllo sociale e all’autodeterminazione individuale.

Inoltre, affronta il ruolo crescente della sorveglianza come strumento per la gestione sociale e politica. Il libro analizza esempi di come i governi, le aziende e le istituzioni usano tecnologie di sorveglianza per controllare, classificare e manipolare le persone. Infine, l’autrice propone una riflessione critica sulle implicazioni etiche e sociali del capitalismo della sorveglianza, invitando a un dibattito pubblico sulla necessità di regolamentare e mitigare i suoi potenziali effetti negativi.

Una panoramica del capitalismo di sorveglianza.

Questo come detto è un nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana come materia prima. Questo sistema trae profitto dall’estrazione, previsione e vendita di dati sul nostro comportamento. Come una forma di capitalismo “pirata”, il capitalismo di sorveglianza si basa su enormi concentrazioni di ricchezza, conoscenza e potere senza precedenti nella storia umana.

Alcuni punti chiave sul capitalismo di sorveglianza sono:

L’estrazione e previsione come imperativi economici: che si basa sulla scoperta e sullo sfruttamento del “surplus comportamentale”. Questa eccedenza è costituita dai dati sui nostri comportamenti online e offline che vengono raccolti, analizzati e utilizzati per prevedere le nostre azioni future. Le previsioni comportamentali vengono quindi vendute in un nuovo tipo di mercato, quello dei comportamenti futuri.


Il ruolo delle tecnologie digitali:
Il capitalismo di sorveglianza è profondamente legato alle tecnologie digitali, che permettono la raccolta, l’archiviazione e l’elaborazione di enormi quantità di dati. Tuttavia, è importante sottolineare che il capitalismo di sorveglianza non si identifica con il mondo digitale in sé, ma rappresenta una logica economica specifica che permea e sfrutta queste tecnologie.


La costruzione di fortezze e l’influenza politica:
Per difendere i propri interessi, i capitalisti della sorveglianza hanno costruito sistemi complessi per proteggere le loro fonti di dati e per influenzare le politiche pubbliche. Questo include l’utilizzo di tattiche come la segretezza, l’influenza sui legislatori e l’appropriazione culturale di termini come “internet aperto” e “connettività”.


La “resa” dell’esperienza umana:
Per alimentare il mercato dei comportamenti futuri, il capitalismo di sorveglianza richiede una “resa” costante dell’esperienza umana sotto forma di dati. Questo processo di “renderizzazione” si estende a tutti gli aspetti della vita, dai nostri movimenti fisici ai nostri pensieri e alle nostre emozioni.


La Modifica del comportamento e le “economie d’azione”:
Il capitalismo di sorveglianza va oltre la semplice previsione del comportamento, cercando di modificarlo attivamente per aumentare i profitti. Questo si ottiene attraverso tecniche di “tuning”, “herding” e “condizionamento”, che agiscono al di sotto della nostra consapevolezza per plasmare le nostre azioni.


L’alveare come modello sociale:
Il capitalismo di sorveglianza promuove una società simile a un “alveare”, in cui gli individui sono guidati da un sistema di conoscenza e controllo centralizzato tipo “grande fratello”, in questo modello, la libertà individuale è sacrificata in cambio di una presunta certezza e sicurezza, gestite e controllate dai capitalisti della sorveglianza.


Una seria minaccia per la democrazia:
Il capitalismo di sorveglianza, con la sua concentrazione di potere, la manipolazione del comportamento e l’erosione della privacy, rappresenta una seria minaccia per i valori democratici. La sua capacità di influenzare le nostre scelte e di plasmare le nostre opinioni mina alla base i principi di autonomia individuale e di autodeterminazione su cui si fonda una società democratica.

In definitiva il capitalismo di sorveglianza rappresenta una sfida senza precedenti per il nostro futuro. Comprendere le sue dinamiche, i suoi meccanismi e i suoi obiettivi è fondamentale per poter contrastare i suoi effetti negativi e per immaginare un futuro digitale più equo e democratico.

Pubblicato da Neox

Web advisor, scrittore, fotografo, pittore.

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