Alla scoperta di “The Nemesis”

Nemesis è una piattaforma d’intrattenimento che abbina videogiochi e social network per nuove esperienze interattive, online e offline. The Nemesis è uno strumento di marketing innovativo per tutti gli artisti che volessero aumentare il potenziale delle proprie strategie di comunicazione e vendita.

Le gallerie d’arte virtuali e gli eventi in “live streaming”, sono due esempi di come The Nemesis intende fornire contenuti di qualità attraverso la ludicizzazione (l’uso di meccanismi e dinamiche tipiche del gioco e in particolare dei videogiochi come, punti, classifiche, livelli, premi ecc. In contesti non ludici, ad es. nel marketing, nella gestione delle risorse umane, nella formazione, nella risoluzione di problemi e nel coinvolgimento di utenti e potenziali clienti).
The Cryptonomist ha collaborato a questo progetto per educare e introdurre più persone nel mondo NFT, come tendenza per il 2021.


The Cryptonomist ha presentato vari eventi su questa piattaforma dedicata ai token non fungibili (NFT), con interviste ad artisti e leader nel mondo della cripto art.

Il primo artista a essere intervistato è stato Federico Clapis, poi è stato il turno di Roberto Gorini, fondatore del nuovo progetto Crypto Heroes basato su NFT.
Crypto Heroes è un gioco di carte basato su blockchain le cui regole e il cui funzionamento sono stati mostrati in anteprima durante quella intervista.

Come funziona The Nemesis

La grande innovazione di questa piattaforma è che mentre l’intervista si svolgeva sul grande schermo, gli utenti entravano in The Nemesis come avatar, catapultati in una galleria d’arte virtuale dove potranno guardare le opere come se fossero in un museo.
Gli avatar potranno interagire tra loro, porre domande e molto altro, al fine di creare l’esperienza più coinvolgente possibile.

The Nemesis consente agli utenti di creare il loro spazio virtuale unico in cui possono vendere prodotti, offrire servizi, giocare, organizzare eventi dal vivo o semplicemente creare il proprio ambiente di fantasia.

Attraverso Nemesis ognuno può creare il proprio mondo virtuale e non sono richieste abilità di progettazione. Le interazioni online e offline consentono un maggiore coinvolgimento degli utenti, introducendo nuove strategie di marketing e pubblicità volte ad aumentare la fidelizzazione.

Con Nemesis puoi

Esplorare il metaverso.

Scoprire diversi tipi di mondi virtuali, ambienti 3D e avventure da vivere.

Per una strategia completa e combinata, il tuo Village on The Nemesis, può portare i tuoi utenti in un intero mondo virtuale in cui i tuoi spazi virtuali e i tuoi prodotti 3D, diventano parte integrante del gameplay, con uggestive scene virtuali situate nel passato, presente e futuro per divertirsi e vivere emozionanti avventure.

Una tua galleria d’arte.

Progettando un mondo virtuale in 3D che riproduca un’architettura in stile urbano, la tua arte digitale si distinguerà per un’esperienza utente unica. Ogni angolo interattivo collegherà le persone alla pagina in cui saranno in vendita i tuoi NFT (OpenSea, Rarible, SuperRare), con nessuna commissione sulle vendite.

Giocare.

Incredibili gameplay virtuali e AR (realtà aumentata), per vivere esperienze emozionanti attraverso la ludicizzazione, dove puoi anche guadagnare (cripto) valuta.

La ludicizzazione aumenta il coinvolgimento dei tuoi fan: la galleria d’arte virtuale non è solo un palcoscenico per la tua arte, è un modo per attirare l’attenzione della comunità. Agli amanti della cripto-art piacciono i progetti belli da vedere, che hanno qualcosa di innovativo e che li renda partecipi da protagonisti. Lascia che vivano una nuova esperienza: possono esplorare la tua galleria virtuale mentre socializzano con altri avatar.

Partecipare a eventi.
Un nuovo concetto di intrattenimento in live streaming per coinvolgere le persone che condividono esperienze interattive.

Negozi virtuali.

Il tuo negozio virtuale per esporre i tuoi prodotti incoraggiando un’esperienza interattiva unica e, infine, per portare gli utenti al tuo e-commerce.

Conclusioni.

Anche se per adesso i mondi di questo metaverso siano per ora poco affollati, e il meccanismo d’interazione ridotto all’essenziale, penso che il potenziale sia ancora tutto da scoprire e da sperimentare, un’opportunità per crescere e capire anche col gioco le dinamiche che legano gli umani e le nuove tecnologie.

Alla scoperta di “The Nemesis”

Nemesis è una piattaforma d’intrattenimento che abbina videogiochi e social network per nuove esperienze interattive, online e offline. The Nemesis è uno strumento di marketing innovativo per tutti gli artisti che volessero aumentare il potenziale delle proprie strategie di comunicazione e vendita.

Le gallerie d’arte virtuali e gli eventi in “live streaming”, sono due esempi di come The Nemesis intende fornire contenuti di qualità attraverso la ludicizzazione (l’uso di meccanismi e dinamiche tipiche del gioco e in particolare dei videogiochi come, punti, classifiche, livelli, premi ecc. In contesti non ludici, ad es. nel marketing, nella gestione delle risorse umane, nella formazione, nella risoluzione di problemi e nel coinvolgimento di utenti e potenziali clienti).
The Cryptonomist ha collaborato a questo progetto per educare e introdurre più persone nel mondo NFT, come tendenza per il 2021.
The Cryptonomist ha presentato vari eventi su questa piattaforma dedicata ai token non fungibili (NFT), con interviste ad artisti e leader nel mondo della cripto art.

Benvenuti nel metaverso.

Double exposure of man wearing virtual reality headset

Il futuro per come lo abbiamo sempre immaginato, fatto di nuovi mondo paralleli al nostro, simili ma diversi, dove potere far tutto standosene comodamente seduti davanti allo schermo di un PC, o di un cellulare, isolati dai rumori e dalle miserie del mondo reale, è arrivato e si chiama “metaverso”.

Il nome prende spunto da un romanzo di fantascienza di Neal Stephenson. La parola “metaverse” è una miscela di parole in cui parte di più termini sono combinate in un nuov vocabolo, e cioè “meta” (che significa oltre) e “universo”; il termine è in genere usato per descrivere il concetto di una futura versione di Internet composta da spazi virtuali 3D persistenti, condivisi e collegati in un universo virtuale percepito.

Ora immaginiamoci di camminare per una strada, dove il nostro “gemello digitale” passeggia assieme ad altri “alter ego”, all’improvviso ci viene in mente quel paio di scarpe che cercavamo tanto, ci basterà pronunciarne il nome e in un istante ci apparirà un distributore automatico con quel tipo di scarpe, basterà scegliere, la misura, il colore e i relativi gadget, ordinare e ci arriverà direttamente a casa.

Oggi il metaverso è uno spazio virtuale condiviso, dove le persone sono rappresentate da avatar digitali, che agiscono e interagiscono tra loro.

Sono passati appena 18 anni da quando il primo mondo virtuale comparve sulla scena, “Second life”.

Gli utenti chiamati residenti, (non vi ricorda qualcosa?), accedevano al metaverso con un avatar tridimensionale e potevano esplorare i vari mondi, interagire con altri utenti, teletrasportarsi da un posto all’altro, partecipare a eventi e converti, creare e scambiare beni e servizi, chattare e parlare, scattare foto, provare nuove esperienze e utilizzare una valuta locale il Linden dollar per fare acquisti, dando così vita a un modello di business interno, che con l’avvento delle cripto valute, verrà preso in prestito anche dei mondi virtuali che verranno di li a poco.

La prossima frontiera dell’interazione online.

Così come i social media hanno rivoluzionato il panorama del marketing online, il metaverso costituirà un nuovo modo d’interazione tra i brande i possibili acquirenti e anche se al momento non abbiamo un metaverso condiviso, ci sono già aziende che si stanno posizionando per crearlo.

Prendiamo ad esempio Fortnite, Minecraft e Animal Crossing, che sono ormai solo formalmente dei giochi, perché l’enorme base di utenti, il dettaglio degli scenari e i contenuti generati dagli utenti li rendono gli eredi di quel “Second Life” che fece la sua comparsa quasi 20 anni fa.

Non solo giochi.

Le aziende porteranno le loro strategie di marketing dagli acquisti e di annunci online a quelli esistenti in un’economia virtuale condivisa. Inizieranno ad effettuare ricerche di mercato sui loro clienti. Il modo in cui le persone agiscono e quali sono le loro preferenze nel metaverso che potrebbero essere totalmente diversi dai comportamenti e dagli acquisti fatti nella vita reale, se a ciò aggiungete anche la possibilità di fare interagire i bot e assistenti virtuali direttamente coi clienti, comprenderete le sterminate possibilità di questi sviluppi.

Arte

Il metaverso aprirà le porte a un modo nuovo di vivere, di socializzare, d’interagire sia tra utenti che con i “brand”, di fare acquisti, di conoscere e farsi conoscere, ognuno con le sue peculiarità, le competenze la sua arte, ed è proprio qui, che questo ambiente virtuale capace di annullare, il tempo e le distanze trova la sua collocazione. Già ora fioriscono mondi dove vivere una vita parallela e contigua a quella reale, dove potere esporre e vendere le proprie opere, i propri prodotti o servizi non è più una chimera, un ambiente che ben presto sarà accessibile a tutti, ma già ora un business che genera affari con cifre a sei zeri.

Money, money, money

Un esempio lo abbiamo con Atari, la società di giochi dietro gli iconici Pacman, Asteroids e Pong, svilupperà un casinò con cripto valuta in collaborazione con Decentral Games.

Secondo un comunicato stampa condiviso con CoinDesk, il casinò a marchio Atari sarà costruito a “Vegas City”, un distretto di gioco nel metaverso di Decentraland basato su Ethereum e sarà affittato per un periodo iniziale di due anni.
Decentral Games fa parte dell’ecosistema Decentraland, e afferma di essere il primo casinò crittografico in un metaverso di proprietà della comunità.

Il nuovo casinò, basato sulla tecnologia di Decentral Games, presenterà giochi a tema Atari, incluso un gioco Atari Special basato più sull’abilità che sulla fortuna. I giocatori potranno guadagnare i token nativi di Decentral Games ($ DG) giocando con i token MANA (+ 64,19%), DAI (-0,24%) e Atari.

I possessori dei token di $ DG potranno anche utilizzarli per partecipare alla governance e al processo decisionale relativo alla società, secondo il comunicato.

“Attraverso la collaborazione con Decentral Games, possiamo spostare l’esperienza di gioco Atari sulla blockchain”, ha affermato nell’annuncio il CEO di Atari Frederic Chesnais.

Decentraland è supportato da Digital Currency Group, la società madre di CoinDesk.

Per concludere sta nascendo una nuova fase di internet, e avrà enormi conseguenze per la società. Tutti dovremo affronteranno nuove sfide, ma avremo anche nuove opportunità. La nuova era del metaverso scatenerà una straordinaria creatività e aprirà nuove frontiere e orizzonti a tutti.

Com’è profondo il web: LOST EPISODE (creepypasta)

LOST EPISODE (creepypasta)

Un “episodio perduto” in stile creepypasta è un aneddoto dall’autore su un episodio inedito o mancante di un programma televisivo, mandato in onda una sola volta e a tarda notte e registrato fortuitamente su un vecchio VHS, addirittura della troupe di produzione o dello studio che ha mandato in onda lo spettacolo.

L’episodio narrato è quasi sempre rozzo, a basso budget e di inquietante in natura, deviando pesantemente nel tono e nell’argomento dallo spettacolo originale.

Temi di morte, omicidio, tortura, suicidio, depressione e altri argomenti macabri sono comuni. Se lo spettacolo è animato o realizzato con pupazzi, questi sono spesso descritti come di bassa qualità o “iperrealistici” (un termine vago e piuttosto sovra utilizzato che in genere implica che i personaggi / eventi sono in qualche modo “reali”, solo molto più dettagliato di quanto consentirebbe il budget di un tipico programma TV).

Il migliore amico di Topolino

Il cortometraggio di Topolino di cui parleremo più sotto è scomparso ormai da tempo.

“Il migliore amico di Topolino” è un controverso cartone animato di 10 minuti mostrato nelle sale cinematografiche il 15 novembre 1929 e in seguito bandito e di cui si è persa traccia. Questo cartone è stato animato da Ub Iwerks, con musiche composte da Carl Stalling.

Originariamente doveva essere un cortometraggio legato ad Halloween che ruotava attorno a due personaggio; Topolino ed Eustachio un cane antropomorfo.

La trama

Topolino sta andando verso il posto di lavoro in macchina. Lungo il percorso l’auto si guasta per un problema al motore e lui scende a controllare. Quando scopre che è irreparabile va in depressione finché arriva Eustachio che lo aiuta risolvendo il problema. Mickey è sollevato e lo invita ad andare con lui. Eustachio chiede a Mickey se doveva andare da qualche parte, ma Mickey gli mente e decide di saltare il lavoro.

I due arrivano in un bar dove il proprietario vede Mickey e gli rivolge uno sguardo severo. Si avvicina e gli chiede sgarbatamente cosa vuole. Dopo l’ordinazione, lo sceriffo (Pietro gambadilegno) entra e affronta Mickey, chiedendogli che alla fine paghi il suo affitto in ritardo. Topolino sull’orlo di un esaurimento nervoso è compianto da Eustachio che decide di estinguere l’intero debito. Lo sceriffo ride e avverte Eustachio dicendogli che il topo gli causerà solo problemi. Mickey, sollevato dal fatto che sia fuori dai guai, abbraccia Eustachio con gioia.

I due lasciano il caffè e Topolino inizia a presentare il suo nuovo amico ai residenti locali attraverso una serie di scene diverse, ma a loro non importa e se ne vanno. L’ultimo residente con cui parlano inizia a ridacchiare per un po’ e avverte Eustachio che dovrebbe stare attento al topo. Eustachio cerca di avere una spiegazione sul motivo per cui questa persona nutre rancore, ma il residente non si vede da nessuna parte dopo il suo avvertimento.

Eustachio chiede a Mickey perché sta sorridendo dopo il ricevimento che ha ricevuto, e quest’ultimo ammette che non ha mai avuto amici prima e che Eustahio e è il suo primo amico.

Eustachio si sente male e sembra nascondere qualcosa con un’espressione colpevole. Topolino ed Eustachio in una serie di scene rapide si fermano in un teatro, giocano e vanno in cima a una montagna osservando il paesaggio. Successivamente, Mickey mostra a Eustachio la sua casa nella speranza che possa vivere con lui. È qui che Eustachio si sente male e alla fine ammette che vuole andarsene.

Mickey è scioccato e presume che sia un fallimento come tutte le altre relazioni che ha avuto. Eustachio dice a Mickey che non è contento della città e soprattutto dei residenti e che cercherà un altro posto altrove. Si scusa con Topolino e pronuncia alcune parole incoraggianti prima di uscire finalmente dalla porta. Mickey allora si precipita e afferra l’amico per una gamba e lo supplica di restare, ma senza risultati. Mickey decide che non può perdere il suo unico amico e lo mette fuori combattimento con una pietrata in testa.

La scena successiva mostra Mickey che scende le scale fino al seminterrato, accende le luci e troviamo Eustacho ancora incoscente legato a un tavolo operatorio. Mickey inizia a singhiozzare e ad agitarsi parla con Eustachio dicendogli che deve essere così. Grida costantemente che non può più essere solo e alla fine prende un coltello da sotto il tavolo operatorio e inizia a lavorare su di lui fuori dallo schermo.

Dopo che Eustachio si è finalmente risvegliato, scopre che non è più antropomorfo, ma un vero cane, allora comincia a dare di matto ma può solo abbaiare.

Durante la “pazzia”, si passa alla modalità in prima persona e vediamo Mickey entrare nella stanza. Eustachio non sembra più spaventato nel momento in cui mette gli occhi su Mickey e sente come se avesse bisogno di Mickey e alla fine lo lecca.

Mickey dice a Eustachio che nessuno lo saprà mai e sarà il loro eterno segreto. Dice pure che sarà conosciuto come Plutone fino a quando non si separeranno. La scena passa in casa di Topolino e in campo lungo si sentono la risata dello sceriffo e del residente che aveva avvertito Eustachio.

L’ambiente

Walt Disney voleva realizzare un corto a tema Halloween dell’amato topo. I personaggi furono creati e inventati sul posto e sarebbero poi diventati quelli ufficiali. Il proprietario del caffè sarebbe poi diventato “Paperina” e il residente che cercava di avvertire Eustachio sarebbe poi diventato Pippo e che presumibilmente assomigliava molto al design di Eustachio. Anche Plutone diventerebbe un personaggio ricorrente, ma non viene menzionata alcuna connessione con Eustachio. Iwerks si sentì disgustato durante la parte finale del cartone animato e chiese che la scena dell’operazione fosse censurata e Walt non ebbe altra scelta che cedere alle loro richieste.

Produzione

La produzione del corto fu ritardata a causa del fatto che molti dei lavoratori e Iwerks si sentirono a disagio per la sorte di Eustachio dopo aver letto la sceneggiatura e ci vollero alcuni mesi per completare la produzione.

Reazioni

Indignazione e polemiche furono sollevate dopo che il fumetto fu finalmente rilasciato nei cinema. Il risultato fu tutto l’opposto di quello che voleva Walt. Gli spettatori affermavano che i loro figli presenti allo spettacolo erano preda di incubi e alla fine Walt si decise di distruggere qualsiasi copia del cartone animato nel tentativo di nascondere il suo fallimento.

Teorie

Pochi hanno sottolineato come Eustachio assomigli a Pippo. Alcuni hanno detto che i lineamenti di Eustachio sarebbero stati successivamente affidati al più goffo Pippo.

Dopo più visualizzazioni, alcuni hanno parlato dei personaggi antropomorfi considerati normali esseri perfetti mentre gli “animali” sono considerati mentalmente disabili e sono tenuti come propri animali domestici.

Sebbene non ci siano collegamenti con Eustachio nei cartoni futuri, Mickey si preoccupa estremamente quando Plutone scappa o si perde e cercherà persino di rischiare la sua vita per salvare il suo “migliore amico”. Questa è l’unica connessione da “Il migliore amico di Topolino” che viene mostrato in altri cartoni animati.

C’era un sito in particolare che mostrava screenshot del cortometraggio “Il migliore amico di Topolino”, ma oramai non è più accessibile e sembra essere svanito.

La maggior parte degli autori di questo corto sono ora deceduti principalmente a causa della vecchiaia e quando erano in vita mai hanno menzionatoquesto questo cartone animato.

Topolino prima e dopo

(Psicologia di un personaggio)

I più antichi cartoni animati di Topolino furono realizzati sul finire degli anni ‘20 e presentavano un personaggio per molti versi non riconducibile con l’immagine convenzionale che abbiamo di Topolino, sedimentatasi nella memoria collettiva. Infatti le gag di esordio del nostro topo testimoniavano di un carattere piuttosto impulsivo, dispettoso, opportunista e addirittura crudele, simile a quello del suo immediato predecessore Oswald the Lucky Rabbit. Esempi in questo senso, sono le scene in cui Topolino si serve di animali più o meno accondiscendenti per improvvisare stravaganti esibizioni musicali dal retrogusto sadico: tirando la coda ad un gatto, torcendo il collo a una papera o colpendo con delle bacchette i denti di una mucca come fosse uno strumento a percussione (Steamboat Willie, 1928) –, oltre alle frequenti, concitate lotte a suon di colpi proibiti e di perfide astuzie per strappare Minnie all’acerrimo nemico Gambadilegno.

Com’è profondo il web: A come ASMR

Che cosa è l’asmr

L’acronimo ASMR sta per autonomous sensory meridian response, che in italiano significa “risposta sensoriale apicale autonoma” e cioè una sensazione di rilassamento accompagnata da un “formicolio” alla base della testa, quando si ascolta certi rumori detti “triggers” o della parole sussurrate con uno speciale microfono binaurale, che in buona sostanza è un metodo di registrazione tridimensionale del suono, che ha il fine di ottimizzare la registrazione per il suo ascolto in cuffia, riproducendo il più fedelmente possibile le percezioni acustiche di un ascoltatore situato nell’ambiente originario di ripresa dell’evento sonoro, mantenendone le caratteristiche direzionali a 360° sferici.

Procedure

L’intento è il rilassamento, il sentirsi “coccolati” e ricevere attenzioni empatiche da un’altra persona in incontri ravvicinati, con vantaggi che possano portare alla riduzione dell’ansia, dei disturbi del sonno e persino degli attacchi di panico, ma non esistono d’altro canto studi scientifici che avvalorino o meno questa teoria.

I triggers:
Un trigger è un determinato suono o stimolo che innesca in una persona una sensazione piacevole di relax. Nei video ASMR i triggers sono principalmente “uditivi” e cioè realizzati sotto forma di suoni o rumori. Esistono però anche triggers “visivi”, cioè trasmessi attraverso immagini e addirittura “fisici”.

I triggers più diffusi sono:

  • Whisper(i sussurri)
  • Soft spoken(il parlare a voce bassa)
  • Scratching(grattare dolcemente un materiale)
  • Physical touch/Touching(Toccare in più parti del corpo)
  • Tapping(battere le dita su alcuni oggetti)
  • Mouth Sounds(rumori prodotti dalla bocca).

Role play e non solo

Il gioco di ruolo ASMR è un sottogenere o sottocategoria all’interno dei video ASMR in cui l’ASMR artista farà finta di essere qualcosa o qualcuno per darti un sacco di formicolio. Esistono diversi video e coprono molti scenari diversi, come una sessione di trucco o una relazione romantica.

Un gioco di ruolo ASMR si svolgerà di solito in un contesto tranquillo e intimo. Lo scenario più utilizzato per i giochi di ruolo di ASMR è l’esame del nervo cranico in uno studio medico; l’ASMR artist vestito da medico con camice bianco e guanti procederà a fare un finto controllo medico su di te attraverso la telecamera.

Dottoressa esame nervo cranico

Esistono diversi tipi di video di ruolo ASMR. Ce ne sono migliaia online su YouTube in questo momento, pronti per essere guardati. Le idee migliori e più utilizzate sono il gioco di trucco, il gioco di taglio di capelli, i giochi di ruolo medici e i giochi di ruolo romantici.

Sessione di trucco e rilassamento
Trigger per addormentarsi
La tua amica speciale ti da un po’ di conforto
Prova costuni

Occhio però ai giochi di ruolo romantici, perché potreste preferire il virtuale al reale. In questi video troverete sempre ragazze e/o ragazzi bellissimi, sempre gentili e pronti a “coccolarvi” con parole sussurrate dolci e con baci e carezze, potreste addormentarvi o risvegliarvi in compagnia di una bella ragazza con molta voglia di farvi dei complimenti, o assistere a una sfilata di intimo o costumi da bagno, molte volte però certi video oltrepassano i confini del buon gusto per finire nel volgare, ma questo è un’altra storia e che secondo me con l’ASMR inteso come rilassamento non ha più nulla a che fare.



Com’è profondo il web: A come Abuso.

“Quando gli abusi vengono accolti con la sottomissione, il potere usurpatore non tarda a convertirli in legge.”


Malesherbes

Quid est veritas?

Ognuno di noi è il possessore unico della sola verità, una verità soggettiva però, basata sulle proprie convinzioni e avvalorata da coloro che la pensano allo stesso modo. L’unione fa la forza è sopratutto un’equazione matematica, più gente la pensa come noi, più possediamo la verità, più possediamo la verità più ci sentiamo nel giusto e più ci sentiamo nel giusto, qualsiasi cosa diciamo, decidiamo o facciamo è sacrosanta, in virtù dell’approvazione comune.

Tutti conosciamo la verità fino a che non ci viene dimostrato il contrario, ma anche ciò può essere opinabile.

E quindi?

Quindi ecco il web con i suoi microcosmi a se stanti, ognuno con un proprio sole (egocentrico)cui ruotare e ognuno con una propria verità.

Ne avevo accennato qualcosa qui.

Se la legge non ammette ignoranza, anche il WWW non dovrebbe ammetterla, invece notiamo un dilagare esponenziale di questo fenomeno, che una volta si combatteva con l’istruzione e l’educazione e che oggi sembrano invece essere materie fuorvianti.

Abusi.

Siamo arrivati dunque al punto, all’abuso di tutto ciò che ci circonda; dall’informazione dove ognuno può scrivere e dire ciò che pensa, all’abuso di parole, di emozioni, all’abuso sociale, fino al più estremo quello perpetuato verso i nostri simili, sui più deboli, su quegli più sfortunati e su quelli che crediamo diversi da noi per un qualsiasi motivo, che più andiamo a cercare e più ne troviamo solo per avvalorare le nostre convinzioni.
Il confronto non esiste più, l’insulto e l’abuso verbale sono il modus operandi più spiccio per avvalersi dell’altro, dell’antagonista, dell’avversario, del nemico.

Scattano le denunce dove una volta erano le idee a prevalere, le offese scritte in MAIUSCOLO e grassetto hanno preso il posto delle più costruttive discussioni, e ciò che rimaneva del dialogo è morto e sepolto, ucciso da ciò che chiamiamo classe dirigente.

Il caso più recente l’abuso da parte della polizia.

L’uccisione di George Floyd e anche se con minor (purtroppo e chissà perché)rilevanza l’assassinio della piccola Zohra Shah (sono due casi diversi ma il risultato è sempre lo stesso l’assassinio di un innocente), sono solo la punta dell’iceberg di ciò che ci sta accadendo attorno e mentre noi pensiamo e ci indignamo, altre violenze, soprusi e uccisioni continuano sommersi dall’omertà e dalla paura, che a loro volta generano altra ferocia e brutalità, nel tentativo di crearsi una propria giustizia, laddove le istituzioni preposte latitano o sono volutamente cieche.

Tutto ciò porta a un abuso di una giustizia “prêt-à-porter”, dove ognuno si sente in diritto di denunciare, smascherare, mettere alla berlina soprusi o presunti tali, magari millantando fatti o esagerando quelli già esistenti, al fine di giustificare un’azione, un comportamento, una dichiarazione o solamente per ripicca e rancore.

Siamo diventati dunque davvero delle brutte persone?

Dove latitano le istituzioni e cresce la sensazione di abbandono, accresce invece la rabbia e la disillusione, l’abuso di promesse che regolarmente vengono disattese, sfociano in malcontento che produce rabbia che sfocia in violenza, e se questa violenza non si può contenere, allora tutto il modello su cui è costruita la nostra socetà ha fallito, come pure l’ordine preposto ha fallito, come ha fallito tutta la classe dirigente che negli anni si è generata a se stessa, abusando sempre delle stesse persone con le stesse promesse.

L’essere umano ha più bisogno dell’approvazione degli altri che di quella che nutre per se stesso, da animale sociale che era un tempo, si sta trasformando in specie di “misantropo giustiziere solitario”, dove chi è diverso, o più semplicemente non rispecchia certi parametri, è un nemico che deve essere emarginato se non addirittura eliminato.

Internet e il WWW in particolare, hanno generato milioni di microcosmi dove ognuno vive in mondo plasmato a sua immagine e somiglianza, dove tutto è aleatorio, mutevole e troppo distante dalla realtà oggettiva che lo circonda.

Questo da certezza e coraggio, la certezza di non essere mai da soli e il coraggio di continuare a credere che la verità sia quella che ci si è creata attorno, fatta di tutto, vero o falso non importa, basta che ci la sicurezza di evssere nel giusto.

L’abuso di giustizia.

Eccoci arrivati alle dolenti note, siamo giunti al punto che dobbiamo farci giustizia? E se sì, sino a dove possiamo arrivare? È tutto lecito perché ciò che dovrebbe essere un diritto ora è diventato un abuso di dovere che nessuno attende? Fino a che punto ci sentiamo in diritto a spingerci?

Se è dunque ammesso denunciare i soprusi che si perpetuano nel silenzio accondiscendente della maggioranza silenziosa, sarà ugualmente lecito smascherare anche le piccole mancanze del nostro dirimpettaio? Molte persone si sentono in diritto di sostituirsi alla legge proprio perché deficitaria dove non dovrebbe esserlo e ciò porta all’abuso di giustizia.

Occhio però che troppa sete di giustizia porta alla cecità morale, al non riconoscere più ciò che è giusto o sbagliato, e allora ecco che ritorna la domanda che Pilato fece a Gesù senza ottenere risposta; “Quid est veritas”?

Com’è profondo il web: Aokigahara.

A volte navigando nel web si trovano descritte delle leggende che hanno un nonché di misterioso e inquietante, così per chi è curioso come me, indagare più a fondo porta a scoprire dei particolari che certe versioni non riferiscono, ed è più o meno in questo modo che prendono vita le leggende, aggiungendo particolari alle storie narrate.

Aokigahara

Tra le file degli alberi che popolano il bosco di Aokigahara in Giappone ai piedi del monte Fuji, prende vita una storia triste e alquanto oscura, perché per moltissimi anni questo posto è stata la meta di molti “turisti” provenienti un po’ da tutte le parti del mondo, per effettuare una cerimonia molto particolare, mettere fine alla propria vita.

Situata ai piedi del Monte Fuji, questa foresta estremamente silenziosa e priva di fauna selvatica è costellata da grotte di ghiaccio e caverne. Questa foresta ha forti legami con i demoni del folklore giapponese. Ogni anno oltre cento anime in difficoltà entrano nella foresta solo per togliersi la vita e ogni anno, il personale del parco deve entrare per ripulirla da ciò che ne resta. Contare i morti, identificare i cadaveri sono solo alcuni dei loro compiti.

Ma ciò non basta, così un gruppo di volontari ha fondato un corpo di vigilanza che ha il compito di perlustrare la foresta per trovare gli eventuali cadaveri rimasti.

Nel loro lavoro seguono una serie di tracce che questi sventurati visitatori giunti sin lì per togliersi la vita lasciano lungo il loro percorso di sofferenza e non di rado, infatti, ci si imbatte in un fitto reticolo di nastri azzurri che conducono al ritrovamento di un cadavere.

Durante questa ricerca è possibile trovare degli oggetti disseminati nel bosco. Questi oggetti di uso quotidiano come pettini, occhiali e talvolta documenti, sono la prova tangibile del passaggio di esseri umani disperati che hanno deciso di togliersi la vita.

Stando a un censimento effettuato ogni anno, coloro che entrano ad Aokigahara per togliersi la vita prediligono la morte per impiccagione. Nel fitto della foresta non è quindi difficile imbattersi in corpi appesi ai rami degli alberi, spesso incappucciati.

Secondo la credenza locale, coloro che si suicidano all’interno della foresta si tramutano in yūrei, gli spiriti maligni che infestano il luogo.

Com’è profondo il web: Le Red Room.

“Oh my God, that’s my daughter”

Dal film “Hardcore” 1979

Curiosando qua e la per il dark web, ci si può imbattere più o meno volutamente in una di quelle leggende che lo popolano le Red Room.

Cosa sono le Red Room?

Le Red Room non sarebbero altro che degli “spettacoli” in live streaming, quasi sempre ambientati in una stanza spoglia, in cui sono presenti un uomo mascherato con il tipico cappuccio da boia e un prigioniero, bendato e legato su una sedia o un letto, (nella maggior parte dei casi, le vittime sono bambini, donne o animali).

Il prigioniero può subire qualunque tipo di tortura (compreso lo stupro, le frustate, la decapitazione, lo squartamento) fino alla sua morte per mano del carnefice ,che esegue gli ordini impartiti dagli stessi spettatori della live.

Si può partecipare al “gioco” essenzialmente in due modi, come spettatore e come partecipante attivo.
Nel primo caso si dovrà sborsare una cifra non inferiore a 0.2 BTC e si potrà solamente assistere allo “spettacolo”, nel secondo caso la cifra si alza notevolmente si parla di 1BTC e in quel caso si potrà dare ordini sulle procedure da adottare direttamente al boia tramite chat IRC.

LA LEGGENDA.

l’origine di tutto ciò è una creepypasta giapponese, denominata “Red Room Curse”, un filmato che a sua volta si rifà ad un’ animazione horror creata in Adobe Flash nel 2000. La leggenda parla di un ragazzo che racconta ad un amico dell esistenza, in giro nel web, di un pop- up che, semplicemente, mostra la scritta “Do you like?”. Se qualcuno cerca di chiudere il pop- up, muore sotto atroci sofferenze. L’ amico, tornato a casa ed incuriosito dalla storia, cerca questo maledetto pop- up, senza però, trovarlo. Il ragazzo, quindi, lascia perdere e continua la navigazione in Internet tranquillo ma ecco che, all’improvviso, compare il terribile pop- up, accompagnato da una voce infantile che chiede “Do you like?”.
Anche dopo aver chiuso il pop-up, questo continua a ricomparire, chiedendo in continuazione “Do you like…?”. A quel punto, il pop- up inizia a ricaricarsi automaticamente finché la voce infantile diventa sempre più distorta e la domanda, lentamente, cambia in “Do you like Red?”.
Il ragazzo continua a lottare contro il pop- up che, puntualmente, si riapre finché la domanda non viene formulata in maniera completa: “Do you like the Red Room”?
Alla fine, compare un elenco di nomi, tra cui anche quello dell’adolescente che inizialmente,aveva raccontato la storia del pop- up misterioso.
Mentre il nostro protagonista legge terrorizzato la lista di nomi, un ombra compare alle sue spalle…
Il giorno successivo, nell’istituto frequentato dai due ragazzi, tutti parlano della loro morte: alcuni dicono che i due si sarebbero suicidati, altri ipotizzano che fosse opera di un serial killer considerando anche che le pareti delle camerette dei due malcapitati, vennero ritrovate, quasi, completamente ricoperte di sangue.
In conclusione del video, viene inquadrato il PC del protagonista, con il suo nome alla fine dell’elenco di persone. La leggenda vuole che chiunque veda quel video, corre il rischio di ritrovarsi sul proprio computer il suddetto pop- up.

LA REALTÀ

Fino a qualche anno fa le stanze rosse erano considerate una bufala inventata da qualche individuo senza scrupoli, ma oggi, pur non avendo prove inoppugnabili dell’esistenza di questi siti, la gente è portata a pensare che esistano e che abbiano anche molti iscritti.

Delle Red Room nessuno ne vuol parlare apertamente e chi lo fa vuol passare per anonimo: ecco parché bisogna cercare notizie su siti come 4chan e reddit (dove gli utenti sono anonimi), oppure avere molta fortuna e incontrarne per caso una…:-)



Com’è profondo il web: La famiglia “Linux”.

Immaginiamo “Linux” come una grande famiglia il cui capostipite ha generato molti figli e figlie, da cui sono stati concepiti nipoti e pronipoti, che continuano a proliferare. Ora immaginiamo che ogni singolo membro di questo gruppo abbia caratteristiche peculiari che ben si adattano ad ogni situazione.

Come accennato nei post precedenti ogni distribuzione Linux viene chiama “distro” e ne esistono davvero a decine e per ogni lettera dell’alfabeto.

Tra così tante distribuzioni Linux spesso si fa difficoltà a scegliere quella migliore e la più adatta alle nostre esigenze. Come mi piace ricordare Linux è un sistema operativo gratuito e Open Source, ed è proprio questa ultima caratteristica, ovvero la possibilità di modificare il codice sorgente e distribuirlo liberamente, che ha permesso la diffusione di moltissime versioni con caratteristiche a volte ben diverse tra loro.

Tra le più usate troviamo:

Linux Mint:

Questa è una delle migliori distribuzioni per principianti e per coloro che si avvicinano per la prima volta al mondo Linux. Basata su core Ubuntu ma con repository dedicati e diverse applicazioni sviluppate direttamente dal team di Mint. Veloce, semplice e facile da configurare, Mint è ottima per l’uso quotidiano è tra le più apprezzate e utilizzate da chi inizia ad usare Linux.

Linux Mint Download

Ubutnu:

Ubuntu Linux è una distro nata nel 2004 con l’intento di rendere Linux facile e immediato da utilizzare e quindi di espanderne la popolarità. Ideale per chi si avvicina per la prima volta al mondo di Linux, garantisce un’installazione veloce, semplice e completa di tutto il software necessario per l’utilizzo desktop.

L’installazione standard di Ubuntu sottolinea l’ambizione degli sviluppatori di raggiungere un elevato grado di facilità d’uso che corrisponde anche alla scelta di offrire un solo programma per ogni campo di applicazione. Molte altre distribuzioni Linux mettono spesso a disposizione un gran numero di diverse soluzioni con la stessa funzione, provocando così una complessità inutile. Il supporto è fino a 5 anni e i software sono sempre aggiornati all’ultima versione.

Ubuntu Download

Debian:

L’alfa e L’omega di Linux, da cui tutti utilizzano il sistema di distribuzione dei pacchetti e la logica di sistema, ci fa capire quando sia semplice personalizzare Debian anche da zero, così che tutti possano creare il proprio sistema e scegliere ogni singolo elemento, anche se questo significa un po’ più difficile da utilizzare, per questo Debian sarebbe consigliato a utenti navigati e esperti di Linux, visto che quasi ogni problema andrà risolto dal terminale.

Debian Download

Elementary OS:

Elementary OS è una versione di Linux progettata per i principianti di questo sistema operativo, fatta in modo che si possano fare tutti i compiti e le varie operazioni senza dover cambiare troppo l’approccio dei PC tradizionali Windows o Mac. Elementary OS Hera usa il gestore di pacchetti apt ed ogni programma si può scaricare ed installare dall’Ubuntu Software Center che è una specie di Store di applicazioni open source, tutte gratuite.

Quello che piace di Elementary OS sono le sue prestazioni ed il fatto che, grazie ad un basso utilizzo di RAM e CPU, possa essere usato in modo fluido e senza lentezze su computer poco potenti o vecchi.

Elementary OS Download

Zorin OS:

Questa distro tratta di un sistema operativo multi-funzionale sempre “Linux based” derivato da una branca di Ubuntu creato per tutti gli utenti Windows che vogliono passare a Linux senza problemi, infatti Zorin OS è molto simile nell’aspetto a Windows per cui sarà più semplice abituarsi all’utilizzo del sistema.

Zorin OS Download

Kali Linux:

Questa particolare distro è pensata per l’informatica forense e la sicurezza informatica. Kali Linux offre molti strumenti per le analisi forensi e penetration test, indispensabili per testare la sicurezza delle reti e dei sistemi informatici. Ad oggi Kali Linux è uno dei migliori strumenti per gli esperti di sicurezza informatica e delle reti. Infatti offre tutti i tool necessari per monitorare e eseguire test di sicurezza su qualsiasi tipologia di rete o sistema informatico.

Kali Linux Download

Parrot Security OS:

Parrot Security OS è un sistema operativo avanzato sviluppato da Frozenbox e progettato per eseguire test di sicurezza, penetrazione testing e fare analisi forensi o agire in anonimato.
Di facile uso può essere utilizzato dal più esperto al novizio e fornisce strumenti professionali in ambiente di pentesting, che possono essere utilizzati per un uso quotidiano.

All’interno di Parrot sono già preinstallate tutte le applicazioni più importanti per coprire tutti gli ambiti e le fasi del pentesitng.

Il sistema si appoggia in parte sui repository di Kali linux, in quanto è 100% compatibile con Debian, e quindi con Parrot.

Parrot Sucurity OS Download

Se invece avete un PC che risale all’antico testamento ecco che può venire in soccorso Puppy Linux che ha al suo interno una collezione di software e applicazioni di grafica, di ufficio, per navigare su internet, sentire musica e vedere video.

Puppy Linux è progettato per essere estremamente leggero e una volta installato usa solo 100 MB di spazio e 256 MB se si vuole includere la suite completa OpenOffice.

Puppy Linux viene caricato nella RAM del computer, quindi è super veloce e le applicazioni si aprono all’istante. È anche possibile salvare i file e le personalizzazioni nel drive USB contenente Puppy Linux. Puppy Linux ha requisiti molto bassi minimi di sistema e richiede solo 128 MB di RAM, anche se 256 MB di RAM sarebbero raccomandati.

Puppy Linux Download

Come abbiamo visto questi sono solo alcune delle principali e più usate distro di quella grande famiglia che è di Linux, ma ve ne sono molte altre e altrettanto importanti, come Fedora, Arch e Manjaro di cui ho solo accennato.

Com’è profondo il web: Linux.

Quello che non osi oggi è un rimpianto che avrai domani

Anonimo

Gli inizi.

Ho cominciato ad appassionarmi al mondo dell’informatica nel 1992 acquistando un Amiga 600 plus della Commodore, volendo emulare mio fratello maggiore che era stato il precursore con una Amiga 500.

Windows muoveva i prima passi (il sistema operativo dominante era il DOS), Apple pure e la Commodore prima che le ben note vicende finanziare la facessero andare in bancarotta, aveva “inventato” l’informatica per le masse.

Un case di 35,56 x 24,13 x 7,62 e del peso di 2,72 Kg che si poteva collegare alla TV di casa con una presa scart Amiga RGB, e con un sistema operativo semplice fatto a finestre e dischi floppy come se piovesse.


Ben presto passai dal Workbench 2.1 (amiga) a Windows 3.11 e infine a MAC OS della Apple, pensando che il mondo dell’informatica fosse tutto li, sino a quando non sentii parlare di Linux e li si aprì un mondo.

Quindi perché Linux.

1) Linux è un sistema operativo open source (sorgente aperta) e cioè un software il cui codice sorgente è rilasciato con una licenza che lo rende modificabile o migliorabile da parte di chiunque. Il codice sorgente è la parte del software che i programmatori di computer possono manipolare per modificare il funzionamento di un programma o di un’applicazione aggiungendo funzioni o migliorando parti che non sempre funzionano correttamente.

2) È gratuito e liberamente fruibile, configurabile per tutte le esigenze, ha molte versioni ed è in continuo miglioramento, i suoi multi sistemi operativi si adattano a tutti i tipi di device e PC, anche i più datati.

3) Ha una comunità sempre attiva e pronta ad aiutare.

4) Lo stesso Windows 10 integrerà Linux.

5) Linux è sicuro perché è dotato di moduli e strumenti integrati che aiutano a bloccare, monitorare, segnalare e rimediare in maniera più completa eventuali problematiche relative alla sicurezza.
I sistemi operativi del Pinguino vengono aggiornati con frequenza e sempre gratuitamente. Le possibilità di prendersi un virus sono talmente ridotte dall’essere quasi nulle. Una caratteristica, questa, che per la maggioranza dei casi rende superfluo l’utilizzo di un antivirus.

6) È facile trovare programmi equivalenti a quelli Windows (con la differenza che sono gratis), grazie a uno store interno dal quale scaricare i programmi, Talvolta è possibile utilizzare gli stessi programmi di Windows grazie alle librerie di WINE.

Certo è che Linux non lo trovi già bello e pronto installato sulle macchine che compri, come Windows o Apple, ti devi sbattere. Lo sapevi che oltre l’80% dei server del mondo usa Linux, il 99% dei super computer ha un sistema operativo Linux (spesso modificato ed ottimizzato allo scopo) e quasi il 95% della “internet” nel mondo è tenuta in piedi da sistemi Linux?

Questo per dire che Linux non è per tutti quelli che vogliono la pappa pronta, proprio perché è configurabile da parte dell’utente in ogni sua parte.

A parte ciò anche un neofita può installare Linux ed è veramente semplice. Con pochi click ogni utente troverà sul suo PC la versione ai suoi scopi più adatta. La procedura d’installazione è completamente guidata e prevede solo di scegliere lingua, orario e poco più. È addirittura possibile far girare il sistema operativo su una chiavetta o da CD se se ne ha l’esigenza.

Provare per credere.

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