A.I. Il ritorno degli dei.

Una volta c’era il Rock n’ roll, apostrofato come la musica del demonio, salita dagli inferi per infettare col suo seme perverso la razza umana, ora una nuova divinità, parto dell’ingegno umano, creato della stessa sostanza con cui si forgiarono gli dei, ascende allo scranno che un tempo fu di tutte quelle divinità creatrici che di tempo in tempo si diedero il cambio a tirar le sorti del genere umano.

L’intelligenza artificiale è dunque il nuovo mostro cui dobbiamo temerne le oscure trame, o è il salvatore che viene a liberarci dalla pesanti catene della schiavitù del lavoro. Ampio e aspro è il dibattito tra i fautori entusiasti delle nuove tecnologie, che vedono in questo l’avverarsi del sogno umano, essere liberi dal lavoro e dal pensiero e dall’altra tutti coloro che presagiscono oscuri complotti di un capitalismo che ci vuole schiavi felici e ignoranti.

Di tutto ciò l’essere umano non deve avere paura, l’intelligenza artificiale è, e rimarrà, un prodotto creato dall’uomo e proprio perché dell’uomo progenie, porterà con se come seme intellegibile DNA di errori, paure e dubbi, tipiche del suo creatore.

Tutto è già stato scritto e quello che verrà sarà solo la ripetizione di ciò che è già stato.

Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola.

Isaac Asimov.

Da questa riflessione nasce un racconto, una narrazione che vuole avvalersi sia delle nuove tecnologie, sia dei nuovi mezzi di comunicazione, per evolversi ed espandersi e sia ovviamente dell’aiuto della A.I.

Il tema neanche a dirlo è l’intelligenza artificiale e di come in un futuro forse brevissimo, possa non solo invadere il nostro quotidiano, ma anche farne parte attiva, sino alle più estreme conseguenze.

Tutta la trama si dipana attraverso il racconto di Anna Nakamura “Anuska”, una ragazza giunta ancora bambina come emigrata assieme alla sua famiglia, in una delle tante città fotocopia, costruite al solo scopo d’immagazzinare disperati e apolidi.

In una realtà difficile, confusa e pericolosa, Anna si trova ben presto a fare i conti con la dura legge della strada, rimasta orfana, dovrà imparare a sue spese, l’arte di sopravvivere e questo farà di lei una guerriera, pronta a combattere per la sua stessa sopravvivenza.

Sono pagine di vita, quelle che la ragazza decide di condividere, tracce della sua quotidianità, in una realtà non poi così lontana dalla nostra, (o forse proprio come sarà la nostra tra pochi anni), una civiltà giunta allo stremo, sovrappopolata all’inverosimile, tanto che ha superato di gran lunga la soglia di attenzione, stipati e ammassati in città tutte uguali, immerse nell’oscurità, oberate dallo smog, posti invivibili, dove la stragrande maggioranza degli abitanti vive sotto la soglia di povertà, un far west creato ad arte, un “universo 25” per esseri umani, pronti a scannarsi per un tozzo di pane.

E quel pezzo di pane Anna deve saperselo conquistare alla svelta, ma questo lasciamolo raccontare a lei, lasciamo che siano le sue parole a guidarci nel suo mondo specchio del nostro esistere.

Questo è il suo blog per chi volesse leggerlo: https://agroedolce5.wordpress.com/2023/02/18/17-anni/

Pubblicato da Neox

Web advisor, scrittore, fotografo, pittore.

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