Da quanto emerge dai resoconti della rivista indipendente israelo-palestinese +972, Israele ha contrassegnato più di 37mila palestinesi come obiettivi militari, usando un sistema di intelligenza artificiale noto come Lavender, sottoposto a una quasi nulla supervisione umana e, a quanto scrive la rivista indipendente israelo-palestinese +972, da una una politica estremamente permissiva e non proporzionata per le vittime collaterali.
Secondo quanto raccontato da sei componenti dei servizi segreti israeliani, Lavender è un database utilizzato per incrociare le informazioni relative a persone ritenute vicine alle milizie palestinesi e non sarebbe, quindi un elenco di miliziani confermati, ma che tuttavia è stato usato per decidere gli obiettivi da bombardare, con ovvie conseguenze anche sui civili. Il processo di autorizzare a colpire i target segnalati dall’AI stabilisce che sia “accettabile” un numero compreso tra 15 e 20 vittime collaterali per ogni miliziano di Hamas o della Jihad islamica palestinese ucciso e fino a 100 vittime civili collaterali per ogni alto funzionario colpito.
Il rapporto di +972, condotto in collaborazione con il giornale ebraico Local Call e riportato dal Guardian, si basa sulle testimonianze dirette di sei membri dei servizi segreti iseaelianinoti come unità 8200, i quali hanno sviluppato e utilizzato Lavender. Secondo quanto riportato, gli operatori impiegano circa 20 secondi per valutare ogni obiettivo indicato dal sistema di intelligenza artificiale. In particolare, Lavender è stato impiegato per identificare bersagli considerati di “basso profilo.
L’utilizzo di Lavender ha anche influito sui processi di autorizzazione degli attacchi, specialmente per quanto riguarda le vittime civili considerate “accettabili”. Secondo quanto riportato dal Guardian, in precedenza prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre l’identificazione degli obiettivi richiedeva l’approvazione di un consulente legale prima di poter ordinare l’attacco. Successivamente, secondo le fonti, questo sistema è stato allentato, con l’uso di pre-autorizzazioni e la richiesta di un flusso continuo di obiettivi.
Cosa si sa del software “Lavender” utilizzato da Israele:
Informazioni generali:
- Il software “Lavender” è stato sviluppato da Cyberbit, una società di sicurezza informatica israeliana.
- Lo scopo del software è di raccogliere informazioni da dispositivi informatici e smartphone.
- Vengono utilizzate diverse tecniche di acquisizione, tra cui keylogging, screenshot e registrazione audio/video.
- Il software è stato utilizzato principalmente per operazioni di intelligence contro obiettivi in Medio Oriente.
Funzionalità e caratteristiche:
- Lavender è un software modulare, con diverse componenti che possono essere attivate o disattivate a seconda delle esigenze.
- Può essere installato su dispositivi Windows, macOS, Linux e Android.
- Il software è progettato per essere furtivo e difficile da rilevare.
- Le informazioni raccolte possono essere trasmesse in tempo reale a un server di controllo.
Casi d’uso e controversie:
- Si presume che Lavender sia stato utilizzato in diverse operazioni di intelligence israeliane, tra cui la sorveglianza di attivisti e dissidenti.
- L’uso del software ha sollevato preoccupazioni per la privacy e i diritti umani.
- Cyberbit ha negato che il software sia stato utilizzato per violazioni dei diritti umani.
Informazioni limitate:
- Non sono disponibili molte informazioni tecniche su Lavender, in quanto è un software classificato.
- Il governo israeliano non ha mai confermato o smentito l’utilizzo del software.
- Le informazioni su come il software viene acquisito e utilizzato sono frammentarie e provengono da fonti di intelligence e giornalistiche.
Si noti che:
- Le informazioni su software di intelligence come Lavender sono spesso incomplete e frammentarie.
- È importante valutare criticamente le diverse fonti di informazioni e considerare i possibili bias.
Conclusione:
Il software “Lavender” è un potente strumento di intelligence utilizzato da Israele per raccogliere informazioni da dispositivi informatici e smartphone. Il suo utilizzo ha sollevato preoccupazioni per la privacy e i diritti umani. Le informazioni su come il software viene acquisito e utilizzato sono limitate e provengono da fonti di intelligence e giornalistiche.
Fonte: https://www.wired.it/article/lavender-intelligenza-artificiale-israele-palestina/
