L’Occhio di Sam Altman su di Noi


Worldcoin, IA e la Promessa di un Reddito Universale

Cosa c’entrano Sam Altman, il genio dietro ChatGPT, con la nostra privacy e con il Reddito Universale di Base?

Sembrerebbero tre cose scollegate, invece sono i pezzi di un puzzle ambizioso, controverso e incredibilmente attuale che si chiama Worldcoin.

Tutto parte da un’idea che nasce per risolvere un problema che stiamo vivendo sulla nostra pelle ogni giorno: in un mondo digitale dove le intelligenze artificiali diventano sempre più indistinguibili dagli esseri umani, come facciamo noi persone a dimostrare… Di essere umani?

È qui che entra in gioco Altman. La sua visione è creare una “Prova di Umanità” (Proof of Humanity, o PoH), uno standard globale per certificare che dietro uno schermo ci sia una persona in carne e ossa e non un bot, e come si costruisce una cosa del genere? Beh, con un ecosistema completo, un mix di hardware, software e crypto.

  • L’Orb: È il pezzo più iconico e discusso. Una sfera argentata, un dispositivo biometrico che scansiona la tua iride per creare un codice identificativo unico e irripetibile. L’idea è che, essendo le nostre iridi uniche, questo metodo garantisca che una persona non possa creare più identità.
  • World ID: Questo è il risultato della scansione. Un “passaporto digitale” che vive sul tuo smartphone e ti permette di autenticarti online come essere umano, preservando (in teoria) la tua privacy grazie a sofisticate tecniche crittografiche.
  • La World App: È il software che tiene insieme tutto. Funziona come un portafoglio digitale per custodire il tuo World ID e i token che ricevi.
  • Il token WLD: E qui arriva la parte crypto. Per incentivare le persone a farsi scannerizzare l’iride e a entrare nella rete, il progetto ti “regala” dei gettoni, la criptovaluta WLD.

Ora, tenete a mente l’ultimo pezzo: il “regalo”. Ci torneremo tra poco, perché è uno dei nodi cruciali della faccenda.

Ok, ma allora, il Reddito Universale di Base c’entra? C’entra eccome. Sam Altman è un convinto sostenitore dell’UBI, che vede come una soluzione alla disoccupazione che l’IA stessa potrebbe causare. La visione a lungo termine, quella quasi utopica, è che l’infrastruttura di Worldcoin, capace di identificare in modo univoco ogni essere umano sul pianeta, potrebbe diventare il sistema perfetto per distribuire un giorno un reddito di base universale, magari finanziato proprio dalla ricchezza prodotta dall’IA.

Una visione quasi utopica. Un passaporto digitale per l’umanità e un reddito per tutti.

Ma è qui che la storia si complica, e parecchio. Perché il “come” è quello che ha fatto suonare tutti i campanelli d’allarme, dal nostro Garante della Privacy fino alle autorità di mezzo mondo. Ed è qui che dobbiamo iniziare a farci le domande scomode.

I Contro: Perché Mezzo Mondo gli ha Detto di NO

Non appena Worldcoin ha messo il naso fuori di casa, le autorità di regolamentazione di tutto il mondo hanno iniziato a storcere il naso. E l’Italia, con il nostro Garante della Privacy, ha giocato d’anticipo.

Ancora prima che gli Orb potessero essere installati sul nostro territorio, il Garante ha inviato un avvertimento formale. Le preoccupazioni sono pesantissime e smontano pezzo per pezzo il castello di Worldcoin:

Consenso o Corruzione? La promessa di ricevere token WLD “gratuiti” compromette la libertà del consenso. Stai davvero scegliendo liberamente di cedere i tuoi dati biometrici, o sei influenzato dall’incentivo economico? Una domanda etica enorme, che fa eco alle accuse di “corrompere i più poveri e vulnerabili” mosse in altre parti del mondo.

Protezione dei Minori Inesistente: Il sistema non ha meccanismi efficaci per verificare l’età degli utenti, esponendo i minori, considerati particolarmente vulnerabili, a rischi enormi.

Base Giuridica Fragile: Il trattamento di dati così sensibili e immutabili come quelli biometrici è generalmente vietato dal GDPR, a meno di eccezioni molto specifiche. Il consenso “viziato” offerto da Worldcoin, secondo il Garante, non è una base legale sufficiente.

E l’Italia non è sola. Spagna, Portogallo, Germania, Kenya, Brasile, Hong Kong… la lista di paesi che hanno bloccato, sospeso o indagato Worldcoin è lunga. Le critiche sono quasi sempre le stesse: raccolta dati eccessiva, poca trasparenza e rischi per la privacy.

L’Orb e la Privacy: Fidarsi è Bene, Non Fidarsi è Meglio?

L’Orb è il cuore tecnologico e controverso del progetto. È un dispositivo che esegue una scansione biometrica dell’iride per creare un “codice iride” unico. Worldcoin si difende affermando che il sistema è “private by design”: le immagini vengono elaborate localmente sull’Orb e cancellate per impostazione predefinita, senza essere archiviate. I codici, dicono, sono protetti da crittografia avanzata (AMPC) e gestiti da terze parti indipendenti per garantire l’anonimato. Sulla carta, tutto molto bello. Peccato che le autorità di mezza Europa non siano per niente convinte. Perché il punto centrale resta uno: i dati biometrici sono immutabili. Se una password viene rubata, puoi cambiarla. Se il tuo codice iride finisce nelle mani sbagliate, cosa fai? Ti cambi gli occhi? Il rischio di una vulnerabilità permanente è ciò che terrorizza i difensori della privacy.

Reddito Universale o Colonialismo Digitale? La Domanda Finale

E torniamo alla grande visione: il Reddito di Base Universale. È un’idea nobile, ma il modo in cui Worldcoin la persegue solleva una domanda scomoda. Stiamo assistendo alla nascita di un nuovo contratto sociale per l’era dell’IA? O si tratta di una forma subdola di colonialismo digitale?

La critica, durissima, è che si stiano sfruttando le disparità economiche globali per costruire una rete. Si va nei paesi economicamente più fragili, si offrono pochi dollari in cripto in cambio del dato più personale e immutabile che esista, e si costruisce un’infrastruttura di identità globale controllata da un’entità privata.

Non è più solo una questione di privacy. È una questione di potere. Chi controllerà questa infrastruttura? Con quali garanzie democratiche?

Worldcoin ci mette di fronte a un bivio. Da un lato, una soluzione tecnologica a un problema reale (la distinzione uomo-macchina) con la promessa di un futuro più equo. Dall’altro, un potenziale incubo per la privacy e un sistema che, dietro una facciata di decentralizzazione, nasconde un potere enorme e centralizzato.

L’avvertimento del nostro Garante Privacy è un segnale forte: prima di correre verso il futuro, dobbiamo capire chi scrive le regole.

La domanda che vi lascio è questa: a che prezzo siamo disposti a comprare la nostra “prova di umanità”? E chi decide le regole del gioco?

Ditemi la vostra nei commenti. Parliamone. Senza filtri.

Pubblicato da Neox

Web advisor, scrittore, fotografo, pittore.

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