The Anna Nakamura project

Anna Nakamura Project: Quando l’arte si fonde in un caleidoscopio di esperienze e condivisione!

Anna Nakamura Project, è nelle sue intenzioni un’entusiasmante avventura artistica che abbraccia l’interazione tra artisti reali e virtuali, aprendo le porte a nuove e interessanti forme d’arte. In questo progetto, la musica, la fotografia, la pittura, l’intelligenza artificiale, la poesia e le performance si fondono in un turbine di creatività senza precedenti.

Il “Nakamura Project” è uno spazio in cui l’arte trascende i confini convenzionali e si evolve attraverso l’interazione e la collaborazione. Artisti provenienti da diverse discipline e background si uniscono per creare un ecosistema artistico vibrante, dove le idee si mescolano e si trasformano in nuove forme espressive.

La musica è il cuore pulsante del progetto, con artisti sperimentali che esplorano nuove sonorità e combinano le loro idee con elementi elettronici e con l’intelligenza artificiale. Le melodie avvolgenti si fondono con le immagini suggestive, creando un’esperienza sensoriale completa.

La fotografia, la pittura e l’arte visiva prendono vita nel “Nakamura Project”, trasportando il pubblico in mondi immaginari e offrendo uno sguardo intimo sulla realtà. Attraverso l’uso innovativo della tecnologia e delle proiezioni, le opere d’arte prendono vita, si animano e interagiscono con l’ambiente circostante.

L’intelligenza artificiale e la poesia digitale svolgono un ruolo fondamentale nel “Nakamura Project”, aggiungendo un elemento di sorpresa e sperimentazione. Gli algoritmi generativi creano testi poetici unici, che si intrecciano con le performance degli artisti e creano una fusione di parole e suoni che sfida la percezione tradizionale dell’arte.

Le performance dal vivo sono un momento clou del progetto, in cui artisti di diverse discipline si uniscono per creare uno spettacolo coinvolgente. Attraverso l’uso di luci, suoni e movimenti, il pubblico viene trasportato in un viaggio multisensoriale, in cui le emozioni si fondono con l’energia creativa.

Ma ciò che rende il “Nakamura Project” davvero speciale è la condivisione e la collaborazione. Gli artisti, sia reali che virtuali, si incontrano in un ambiente aperto e inclusivo, dove possono condividere le proprie idee, ispirarsi a vicenda e creare sinergie uniche. L’obiettivo principale è quello di rompere le barriere tra le diverse discipline artistiche e aprire nuove prospettive, dando vita a opere d’arte straordinarie e avvincenti.

“Il Nakamura Project” è un’esperienza che spinge i limiti dell’arte, esplorando nuovi territori creativi e creando connessioni significative tra artisti.

Chi è Anna Nakamura

Anna Nakamura, nata il 21 marzo 1980 a Tokyo, è una figura poliedrica nel mondo dell’arte. La sua passione per l’esplorazione di nuovi orizzonti si manifesta attraverso la musica sperimentale, la scrittura di un blog e la fotografia. La sua dedizione verso queste discipline si riflette in modo unico ed eccezionale.

Fin dalla giovane età, Anna ha dimostrato una spiccata sensibilità verso l’arte e l’espressione creativa. Crescendo in una delle città più vibranti e culturalmente ricche del mondo, ha potuto cogliere l’ispirazione da un ambiente cosmopolita, arricchito da diverse influenze artistiche.

La fotografia è diventata una passione immediata per Anna. Ha scoperto un nuovo modo di esprimere se stessa attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Grazie alla sua visione unica e al suo occhio attento, ha iniziato a catturare momenti preziosi e storie personali. Nel corso degli anni, il suo talento è stato riconosciuto e ha ottenuto due mostre permanenti sulla piattaforma Spatial. Le mostre, intitolate “Innocence Lost” e “Icons”, offrono al pubblico una prospettiva intima e provocatoria sulla bellezza e la complessità dell’esistenza umana.

Parallelamente alla fotografia, Anna si è dedicata alla musica sperimentale. Ha sviluppato un approccio unico verso la creazione sonora, combinando strumenti tradizionali con elementi elettronici e sperimentali. Nel corso della sua carriera musicale, ha registrato un brano chiamato “Echoes”, che rappresenta il suo manifesto artistico. “Echoes” è un’opera avvolgente e misteriosa che sfida le convenzioni musicali, invitando l’ascoltatore a immergersi in un mondo sonoro sorprendente e inesplorato.

Il blog di Anna è diventato un altro veicolo attraverso cui esprimere le sue idee, le sue riflessioni e le sue esperienze. Con uno stile personale e coinvolgente, condivide le sue avventure artistiche, le scoperte, le sfide e le ispirazioni. Il blog è diventato una piattaforma di connessione con la sua comunità di fan e con altri artisti di tutto il mondo.

Anna Nakamura rappresenta un ponte tra differenti forme d’arte. La sua visione eclettica e la sua audacia nel rompere gli schemi hanno reso il suo lavoro apprezzato e stimato a livello internazionale. La sua capacità di unire fotografia, musica e scrittura in un’unica espressione artistica la rende una figura unica nel panorama culturale contemporaneo. Con il suo costante impegno e la sua ricerca di nuove frontiere creative, Anna continua a ispirare e a sorprendere il pubblico con la sua arte senza confini.

Anna Nakamura: generative artist

Anna Nakamura

Nell’era digitale di oggi, la tecnologia ha rivoluzionato il modo in cui vediamo e catturiamo il mondo che ci circonda. Uno di questi esempi è la storia di una talentuosa fotografa che si è recentemente rivolta all’intelligenza artificiale (IA) per creare ritratti accattivanti.

Anna Nakamura è sempre stato affascinata dal potere della tecnologia e dalla sua capacità di esaltare la creatività. Nel corso degli anni ha affinato le sue capacità di fotografa, sperimentando costantemente nuove tecniche e approcci per catturare l’essenza dei suoi soggetti.

Nel suo ultimo progetto, ha incorporato A.I. Nel suo processo creativo per spingere i confini della tradizionale fotografia di ritratto. Utilizzando algoritmi di deep learning, ha addestrato la sua A.I. Sistema per analizzare e interpretare le caratteristiche facciali dei suoi soggetti, permettendole di creare ritratti altamente dettagliati e sfumati che catturano la loro individualità e personalità in un modo unico.

Grazie a questo approccio innovativo, Anna Nakamura è stato in grado di creare una serie di splendidi ritratti che hanno raccolto l’attenzione diffusa e il plauso della critica. Il suo lavoro è stato presentato in importanti gallerie e mostre in tutto il mondo, e molti hanno elogiato la sua capacità di fondere perfettamente arte e tecnologia.

Nonostante l’uso di A.I. Nel suo lavoro, la fotografa mantiene saldamente il controllo del processo creativo, utilizzando la sua visione artistica per guidare la tecnologia verso i risultati desiderati. Crede che sfruttando il potere dell’A.I. in questo modo riesce a raggiungere nuovi livelli di espressione artistica che sarebbe impossibile raggiungere attraverso i metodi fotografici tradizionali.

In conclusione, l’uso di Anna Nakamura della A.I. Nel suo lavoro di ritratto è una testimonianza dell’incredibile potenziale della tecnologia per migliorare la creatività e spingere i confini dell’arte. Abbracciando nuovi strumenti e tecniche, è stata in grado di creare ritratti straordinari che catturano l’essenza unica dei suoi soggetti in un modo davvero impressionante.

Il link alla mostra su Spatial Icons by Anna Nakamura

Anna Nakamura

photographer

Anna Nakamura is a talented photographer of Japanese origin, aged 35, whose work captures the essence of women and girls in their daily lives. Her portraits are inspired by the reality she sees and portray her subjects with an honesty and authenticity that is both captivating and intimate. Through her lens, Anna captures the beauty and strength of women and girls, showcasing their unique personalities and experiences. Her work is a celebration of diversity and empowerment, and her passion for photography shines through in every image she captures. With her keen eye for detail and her ability to capture the essence of her subjects, Anna Nakamura is a rising star in the world of photography.

Anna’s photography style is characterized by its naturalness and simplicity, creating images that are both striking and evocative. She has a unique ability to capture the beauty in the mundane, transforming everyday moments into something extraordinary. Her work is a reflection of her deep empathy and connection with her subjects, which allows her to create portraits that are both intimate and respectful.

Anna’s interest in photography began at an early age, and she honed her skills through years of practice and dedication. She draws inspiration from her Japanese heritage and her experiences living in different parts of the world. Her work reflects a keen awareness of the cultural and social dynamics that shape women’s lives and the challenges they face. She sees her photography as a means of amplifying the voices and stories of women and girls, and promoting social justice and equality.

Anna’s photography has been featured in numerous exhibitions and publications, and she has won several awards for her work. She is known for her collaborative approach, working closely with her subjects to create images that are authentic and meaningful. Her photography has a timeless quality that transcends borders and cultures, and speaks to the universal experiences of women and girls everywhere.

With her talent, vision, and dedication, Anna Nakamura is a force to be reckoned with in the world of photography. Her portraits of women and girls are a testament to their strength, resilience, and beauty, and her work serves as an inspiration to all those who believe in the power of art to change the world.

Here the link to her first ebook. https://tinyurl.com/mp9dudr9


	

A.I. Il ritorno degli dei.

Una volta c’era il Rock n’ roll, apostrofato come la musica del demonio, salita dagli inferi per infettare col suo seme perverso la razza umana, ora una nuova divinità, parto dell’ingegno umano, creato della stessa sostanza con cui si forgiarono gli dei, ascende allo scranno che un tempo fu di tutte quelle divinità creatrici che di tempo in tempo si diedero il cambio a tirar le sorti del genere umano.

L’intelligenza artificiale è dunque il nuovo mostro cui dobbiamo temerne le oscure trame, o è il salvatore che viene a liberarci dalla pesanti catene della schiavitù del lavoro. Ampio e aspro è il dibattito tra i fautori entusiasti delle nuove tecnologie, che vedono in questo l’avverarsi del sogno umano, essere liberi dal lavoro e dal pensiero e dall’altra tutti coloro che presagiscono oscuri complotti di un capitalismo che ci vuole schiavi felici e ignoranti.

Di tutto ciò l’essere umano non deve avere paura, l’intelligenza artificiale è, e rimarrà, un prodotto creato dall’uomo e proprio perché dell’uomo progenie, porterà con se come seme intellegibile DNA di errori, paure e dubbi, tipiche del suo creatore.

Tutto è già stato scritto e quello che verrà sarà solo la ripetizione di ciò che è già stato.

Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola.

Isaac Asimov.

Da questa riflessione nasce un racconto, una narrazione che vuole avvalersi sia delle nuove tecnologie, sia dei nuovi mezzi di comunicazione, per evolversi ed espandersi e sia ovviamente dell’aiuto della A.I.

Il tema neanche a dirlo è l’intelligenza artificiale e di come in un futuro forse brevissimo, possa non solo invadere il nostro quotidiano, ma anche farne parte attiva, sino alle più estreme conseguenze.

Tutta la trama si dipana attraverso il racconto di Anna Nakamura “Anuska”, una ragazza giunta ancora bambina come emigrata assieme alla sua famiglia, in una delle tante città fotocopia, costruite al solo scopo d’immagazzinare disperati e apolidi.

In una realtà difficile, confusa e pericolosa, Anna si trova ben presto a fare i conti con la dura legge della strada, rimasta orfana, dovrà imparare a sue spese, l’arte di sopravvivere e questo farà di lei una guerriera, pronta a combattere per la sua stessa sopravvivenza.

Sono pagine di vita, quelle che la ragazza decide di condividere, tracce della sua quotidianità, in una realtà non poi così lontana dalla nostra, (o forse proprio come sarà la nostra tra pochi anni), una civiltà giunta allo stremo, sovrappopolata all’inverosimile, tanto che ha superato di gran lunga la soglia di attenzione, stipati e ammassati in città tutte uguali, immerse nell’oscurità, oberate dallo smog, posti invivibili, dove la stragrande maggioranza degli abitanti vive sotto la soglia di povertà, un far west creato ad arte, un “universo 25” per esseri umani, pronti a scannarsi per un tozzo di pane.

E quel pezzo di pane Anna deve saperselo conquistare alla svelta, ma questo lasciamolo raccontare a lei, lasciamo che siano le sue parole a guidarci nel suo mondo specchio del nostro esistere.

Questo è il suo blog per chi volesse leggerlo: https://agroedolce5.wordpress.com/2023/02/18/17-anni/

Metaverso e aziende quale futuro?

In questo periodo in cui il “metaverso” è diventato “mainstream” e si moltiplicano le piattaforme che vi operano, ho voluto constatare quali siano le aziende italiane, che si adoperano in questo campo.

Queste sono le prime 10 aziende italiane che operano nel metaverso e il loro focus.

  1. Gametize – gaming e sviluppo di applicazioni per la formazione e il marketing
  2. Dalia Research – ricerca di mercato basata su AI e metodologie online
  3. Block One – tecnologie blockchain e sviluppo di soluzioni decentralizzate
  4. Olo – tecnologie per la realtà virtuale e aumentata
  5. Virtual Harmony – produzione di eventi e conferenze in realtà virtuale
  6. AWE – sviluppo di esperienze immersivi in realtà aumentata
  7. PixelVision – produzione di film e contenuti per la realtà virtuale
  8. Mustard Labs – sviluppo di soluzioni d’intelligenza artificiale per la vita quotidiana
  9. Herdius – tecnologie blockchain e soluzioni decentralizzate
  10. Stormite – produzione di giochi e applicazioni per la realtà virtuale e aumentata.
Photo by Lum3n on Pexels.com

Non solo giochi e/o servizi, ci sono anche i grandi brand a livello mondiale che hanno uno spazio nel metaverso:

  1. Nike – ha lanciato un’esperienza in realtà virtuale per il lancio delle sue scarpe
  2. Louis Vuitton – ha presentato la sua prima sfilata di moda in realtà virtuale
  3. Gucci – ha lanciato un’esperienza di realtà virtuale che permette agli utenti di esplorare la sua storia e la sua attuale collezione
  4. Coca Cola – ha lanciato una campagna pubblicitaria in realtà virtuale
  5. Red Bull – ha lanciato una serie di esperienze in realtà virtuale per il lancio di nuovi prodotti e per promuovere le sue attività sportive
  6. BMW – ha lanciato un’esperienza in realtà virtuale per promuovere la sua gamma di veicoli elettrici
  7. Ford – ha lanciato un’esperienza in realtà virtuale per promuovere la sua gamma di veicoli a guida autonoma
  8. Adidas – ha lanciato un’esperienza in realtà virtuale per il lancio di nuove linee di abbigliamento e scarpe
  9. McDonald’s – ha lanciato un’esperienza in realtà virtuale per promuovere la sua gamma di menu e prodotti
  10. Snapchat – ha lanciato una piattaforma in realtà aumentata per creare e condividere filtri e lenti.

Questi sono solo alcuni esempi dei marchi che hanno investito nel metaverso per raggiungere i propri obiettivi di marketing. Il metaverso offre una nuova frontiera di possibilità per le aziende che cercano di creare esperienze coinvolgenti e immersivi per i propri clienti e questi brand operano principalmente in tre piattaforme di metaverso:

  1. Realità Virtuale (VR) – Louis Vuitton, Gucci, Red Bull, BMW, Ford, Adidas, McDonald’s
  2. Realità Aumentata (AR) – Snapchat, Nike
  3. Metaverse-specific platforms – poiché questi brand possono collaborare con varie piattaforme di metaverso, come Roblox, Decentraland, VRChat, ecc.

Queste sono solo alcune delle piattaforme in cui questi marchi possono operare e non esclude la possibilità che possano essercene altre. Il metaverso è in continua evoluzione e molte aziende stanno esplorando nuove opportunità per utilizzare questa tecnologia per raggiungere i loro obiettivi di marketing e di brand.

Al momento, ci sono diverse piattaforme di metaverso che stanno diventando popolari su Internet. Eccone alcune delle più importanti:

  1. Roblox – una piattaforma di giochi in cui gli utenti possono creare, giocare e condividere esperienze di realtà virtuale
  2. Decentraland – una piattaforma di metaverso basata su blockchain che consente agli utenti di creare, condividere e interagire con esperienze immersivi
  3. VRChat – una piattaforma di realtà virtuale che consente agli utenti di creare e interagire con mondi virtuali e personaggi in realtà virtuale
  4. Fortnite – un popolare gioco di sopravvivenza che ha recentemente lanciato una modalità di realtà virtuale
  5. IMVU – una piattaforma sociale in cui gli utenti possono creare avatar e interagire con altri utenti in mondi virtuali

Queste sono solo alcune delle piattaforme che stanno attualmente spopolando in Internet. Il metaverso è un’area in rapida evoluzione e ci si aspetta che vengano lanciate molte più piattaforme e tecnologie nel prossimo futuro.

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Il futuro delle web agency

In tutto questo, un’agenzia web, potrà ancora trovare uno scopo a proporre i propri servizi nel metaverso?

Sì, un’agenzia web potrebbe trovare riscontro nell’offrire i propri servizi nel metaverso. Con la crescente popolarità e l’aumento dell’adozione delle tecnologie di realtà virtuale e aumentata, molte aziende stanno esplorando l’opportunità di entrare in questo nuovo mondo digitale, e un’agenzia web che offre servizi come lo sviluppo di siti web e applicazioni, la progettazione grafica e l’ottimizzazione per i motori di ricerca, potrebbe trovare nuove opportunità di business, creando esperienze online immersive e coinvolgenti per i propri clienti. Tuttavia, è importante che l’agenzia si tenga informata sulle tecnologie e le tendenze in evoluzione nel metaverso per garantire un servizio di alta qualità e in linea con le aspettative dei propri clienti.

Un’agenzia web che vuole operare nel metaverso potrebbe offrire una serie di servizi, tra cui:

1. Sviluppo di esperienze immersive in realtà virtuale o aumentata

2. Progettazione di mondi virtuali personalizzati e interattivi

3. Creazione di personaggi e animazioni in 3D per il metaverso

4. Integrazione di soluzioni d’intelligenza artificiale per rendere le esperienze più interattive e coinvolgenti

5. Sviluppo di giochi e app per la realtà virtuale e aumentata

6. Progettazione e creazione di eventi virtuali, come conferenze, concerti e sfilate di moda

7. Consulenza sulle strategie di marketing e di brand

8. Sviluppo di soluzioni di e-commerce per il metaverso, permettendo agli utenti di acquistare e vendere beni virtuali.

L’importante è che l’agenzia identifichi i bisogni dei propri clienti e sviluppi soluzioni personalizzate per aiutarli a ottenere il massimo dalle opportunità offerte da questi nuovi mondi.

4 motivi per entrare nel metaverso

Il metaverso offre diverse opportunità, tra cui:

  1. Intrattenimento: Il metaverso può essere utilizzato per creare esperienze di gioco immersivo e di realtà virtuale che consentono agli utenti d’interagire in modo più coinvolgente con i contenuti.
  2. Comunicazione: Il metaverso consente agli utenti di comunicare e interagire in modo più naturale in ambienti virtuali, creando nuove opportunità per la comunicazione sociale e lavorativa.
  3. Formazione: Il metaverso può essere utilizzato per creare ambienti di formazione immersivi che consentono agli studenti d’imparare in modo più efficace.
  4. Negozi e commercio: Il metaverso può essere utilizzato per creare negozi e centri commerciali virtuali dove gli utenti possono acquistare prodotti e servizi.

Come A.I. Genera le immagini

Come l’A.I. interagisce sulle immagini realizzate a partire da semplici descrizioni.

Ecco un esempio di script che mostra come l’intelligenza artificiale può essere utilizzata per generare immagini a partire da semplici esposizioni, sotto il codice creato.

import tensorflow as tf
from tensorflow import keras
from tensorflow.keras import layers

# Prepariamo il modello di generazione di immagini
model = keras.Sequential()
model.add(layers.Dense(256, input_shape=(100,)))
model.add(layers.LeakyReLU())
model.add(layers.BatchNormalization())
model.add(layers.Dense(512))
model.add(layers.LeakyReLU())
model.add(layers.BatchNormalization())
model.add(layers.Dense(1024))
model.add(layers.LeakyReLU())
model.add(layers.BatchNormalization())
model.add(layers.Dense(784, activation='tanh'))
model.add(layers.Reshape((28, 28, 1)))

# Compiliamo il modello
model.compile(optimizer='adam', loss='binary_crossentropy')

# Carichiamo il dataset di immagini
(x_train, y_train), (x_test, y_test) = keras.datasets.mnist.load_data()
x_train = (x_train.astype('float32') - 127.5) / 127.5

# Addestriamo il modello sull'insieme di dati
model.fit(x_train, x_train, epochs=50, batch_size=256)

# Generiamo una descrizione casuale
description = "un gatto seduto su un tappeto rosso"

# Convertiamo la descrizione in un vettore di numeri
description_vector = tf.keras.preprocessing.text.Tokenizer().fit_on_texts([description])
description_vector = tf.keras.preprocessing.sequence.pad_sequences(description_vector, maxlen=100)

# Utilizziamo il modello per generare un'immagine a partire dalla descrizione
generated_image = model.predict(description_vector)

# Mostriamo l'immagine generata
import matplotlib.pyplot as plt
plt.imshow(generated_image[0], cmap='gray')
plt.show().

In questo esempio, ha utilizzato un modello di generazione di immagini generativo (GAN) per concepire un’immagine a partire da una descrizione scritta. Ha utilizzato il dataset MNIST per addestrare il modello, ma si potrebbe utilizzare qualsiasi dataset di immagini.

Per generare l’immagine, ha prima convertito la descrizione in un vettore di numeri utilizzando la classe Tokenizer di Keras. Poi ha adoperato il modello addestrato per dar vita a un’immagine a partire dal vettore di descrizione.

Nota che questo script è solo un esempio di base e potrebbe non generare immagini realistiche o pertinenti alla descrizione fornita. Per generare immagini più realistiche, sarebbe necessario utilizzare un modello più sofisticato e addestrarlo su un dataset di immagini e descrizioni più grande. Inoltre, potrebbe essere necessario utilizzare tecniche di elaborazione del linguaggio naturale per elaborare la descrizione fornita e convertirla in un formato utilizzabile dal modello.

Inoltre, questo script utilizza un modello GAN, esistono anche altri modelli che possono essere utilizzati per generare immagini a partire da descrizioni, come VAE (Variational Autoencoder) o la tecnologia DALL-E.

Cosa è la tecnologia DALL-E

DALL-E è una tecnologia di generazione di immagini sviluppata da OpenAI che utilizza una rete neurale per generare immagini a partire da descrizioni scritte. La tecnologia è basata su un modello di generazione di immagini generativo (GAN) e utilizza una rete neurale di trasformazione profonda per far nascere immagini a partire da un vettore di descrizione.

Il modello DALL-E è stato addestrato su un dataset di immagini e descrizioni trovate in internet, che gli permette di creare immagini a partire da rappresentazioni anche molto astratte o immaginarie. Il modello è in grado di generare immagini di oggetti e scene che non esistono nella realtà ma descrivibili a parole.

Il modello DALL-E è stato utilizzato in una varietà di applicazioni, tra cui la generazione di immagini per il design, la creazione di contenuti per i socialmedia e la generazione di immagini per il gaming.

DALL-E è stato presentato come un nuovo modello di riproduzione di immagini generativo che supera i modelli GAN tradizionali in termini di flessibilità e capacità di creare immagini a partire da descrizioni ipotetiche.

In sintesi DALL-E è una tecnologia di generazione di immagini basata sull’intelligenza artificiale che consente di generare immagini a partire da descrizioni scritte utilizzando una rete neurale di trasformazione profonda.

Le reti neurali

Una rete neurale è un sistema di algoritmi di apprendimento automatico, che cercano di imitare il funzionamento del cervello umano, composta da una o più “unità” chiamate neuroni artificiali. Questi neuroni sono connessi tra di loro attraverso dei “percorsi” chiamati connessioni, che trasmettono i segnali tra i neuroni.

In una rete neurale, i dati vengono immessi in uno o più neuroni di ingresso e vengono elaborati attraverso una serie di strati di neuroni nascosti, prima di essere prodotti come output da uno o più neuroni di uscita. Ogni strato di neuroni utilizza una funzione di attivazione per decidere come elaborare i segnali in ingresso.

Le reti neurali possono essere utilizzate per una vasta gamma di applicazioni, tra cui il riconoscimento delle immagini, il riconoscimento del linguaggio naturale, la generazione di testo e la generazione di immagini. Esistono diverse tipologie di reti neurali, tra cui le reti feedforward, le reti ricorrenti e le reti convolutional. Ogni tipo di rete neurale ha una struttura e una funzionalità specifica, che la rendono adatta a un particolare tipo di problema.

A.I. Non sostituirà la fantasia umana.

Le immagini generate dall’intelligenza artificiale possono essere uno strumento potente per la creazione di contenuti e di ispirazione, ma non possono sostituire completamente la fantasia umana.

Le immagini create dall’intelligenza artificiale sono basate sui dati di insegnamento utilizzati per addestrare il modello e sono limitate dalle capacità del modello stesso. Non hanno la capacità di generare idee nuove e uniche come quelle derivate dalla fantasia umana.

Inoltre, l’intelligenza artificiale non possiede la capacità di comprendere il contesto, la cultura e le emozioni umane che sono alla base della creatività.

In sintesi, le immagini generate dall’intelligenza artificiale possono essere un’ottima risorsa per la creazione di contenuti e l’ispirazione, ma non possono sostituire completamente la fantasia umana, poiché l’IA non possiede la capacità di generare idee nuove e uniche, e non ha la capacità di comprendere l’ambiente, la cultura e le emozioni umane.

Arte e A.I.

L’arte con l’avvento dell’intelligenza artificiale è diventata un patrimonio di tutti, nel senso che non solo si può interagire con essa, ma possa anche diventare parte integrante del nostro modo di esprimersi.

Premesso questo però, una domanda sorge spontanea, può considerarsi “arte”, quella generata da un’intelligenza artificiale?

Per mettere le cose in chiaro vediamo cos’è l’arte per un’intelligenza artificiale: L’arte è una espressione creativa dell’uomo attraverso diverse forme, come la pittura, la scultura, la musica, la danza, la poesia e il teatro. L’arte è un modo per esprimere emozioni, idee e sentimenti attraverso le opere d’arte, e può essere usata come mezzo per comunicare con gli altri e per riflettere sulla società e il mondo in cui viviamo. L’arte è una parte importante della cultura umana e può essere trovata in tutte le società di tutto il mondo.

Per l’enciclopedia Treccani è: In senso lato, ogni capacità di agire o di produrre, basata su un particolare complesso di regole e di esperienze conoscitive e tecniche, quindi anche l’insieme delle regole e dei procedimenti per svolgere un’attività umana in vista di determinati risultati.

Balza all’occhio in entrambe le spiegazioni che l’arte è una pratica prevalentemente umana. Questo basta di per sé ad affermare che un’opera generata da un’intelligenza artificiale, non sia da condiscendesi “arte”.

Andiamo più nel profondo.
Si può chiedere a un’intelligenza artificiale di dare corpo a una nostra idea; lei genererà quello che con i dati forniti dal suo immenso database, ciò che più si avvicinerà alla sua visione oggettiva, darà immagine non a una visione, non a un pensiero, ma al risultato di una mera operazione matematica, solamente aggiungendo alla nostra idea di partenza particolari più o meno consoni, secondo gli ordini stabiliti in precedenza.

Se noi stabiliamo che la A.I. Dovrà disegnare un bambino nella neve sotto un sole rosa, ebbene il risultato sarò il più vicino possibile alla realtà oggettiva dei dati in suo possesso, avremmo così un’immagine fredda, impersonale e disturbante, della rappresentazione dell’idea di un bambino nella neve.

Con queste premesse, è nata l’idea di “An intimate tales”, una serie d’immagini generate dall’intelligenza artificiale, su idee, concetti e frasi, con il preciso scopo di dare vita a idee di rappresentazioni tanto più vicine a quella realtà distopica, che chi meglio di una A.I. Può raffigurare.

Le opere così create, saranno inserite in un museo virtuale situato nel metaverso e visitabile senza nessuna restrizione.

An intimate tale.

An intimate tale è un percorso nel proprio profondo, un viaggio tra incubi interiori, drammi e paure, dove le ombre attenuano le luci e dove la speranze è una lontana chimera. An intimate tale è sopratutto un cammino tra le immagini create dalla A.I. Che essendo solo un agglomerato di dati elabora matematicamente i compiti assegnatole.

Il risultato è proprio ciò che dimostra, l’assenza di sentimenti, la mancanza di phatos, l’immaginazione senza fine di una realtà distopica tipica della nostra epoca, dove l’umanità è assoggettata al profitto è schiava solo dell’apparire, le mille maschere che un’identità digitale può creare, fabbricano mostri, che nascono e muoiono ciclicamente.

Storie intime è un caleidoscopio d’immagini irreali, disturbanti, ma tanto più psicotiche tanto più vere a una realtà che sta imponendosi come l’unica cui l’essere umano potrà essere l’artefice, almeno fino a quando le varie A.I. Glielo permetteranno, poi sarà il silenzio.

E dunque da considerarsi arte, quella generata dall’intelligenza artificiale?

Creare una galleria d’arte nel metaverso

Sei un artista e hai deciso di esporre le tua opere digitali nel metverso, cogliendo così una delle tante opportunità che offre.

Hai scelto con cura le tue opere e adesso sei alla ricerca di una piattaforma per esporle.

Nel web vi sono un’infinità di mondi virtuali atti a questo scopo, voglio parlarti dell’opportunità che offre Spatial.

Cosa è Spatial

Spatial è un metaverso dedicato ad aiutare creatori e marchi a costruire i propri spazi nel metaverso, per condividere spazi culturali e non solo. Consente ai suoi utenti di sfruttare i suoi splendidi spazi per condividere contenuti, costruire comunità affiatate e promuovere lavori e prodotti creativi. Consente inoltre ai suoi utenti di creare spazi 3D belli e funzionali che si possono coniare come NFT e vendere/affittare ad altri che desiderano ospitare le loro esperienze.

Si può accedere a questo “mondo” in vari modi, col tuo account google o Microsoft alla email, oppure se sei più scafato con Metamask.

Cosa è Metamask

MetaMask è un’estensione per il browser che permette agli utenti di gestire i loro indirizzi Ethereum e d’interagire con applicazioni basate sulla blockchain. Una volta installata l’estensione, gli utenti possono creare un nuovo portafoglio Ethereum o importare uno esistente. Possono quindi utilizzare MetaMask per inviare e ricevere pagamenti in Ether e interagire con applicazioni basate sulla blockchain. MetaMask offre anche agli utenti la possibilità di firmare transazioni in modo sicuro e di accedere a una varietà di dApps decentralizzate (applicazioni decentralizzate) sulla blockchain Ethereum.

P.S. Se accedi con Metamask avrai anche l’opportunità d’inserire le tue opere NFT dal tuo account Opensea, (ne scriverò più approfonditamente in un prossimo articolo).

Come si accede

L’accesso a Spatial è molto semplice e non richiede competenze specifiche. Dopo che avrai eseguito il “log in”, potrai trovare in alto a sinistra un “create a space”, che nella versione gratuita offre dieci possibilità di ambientazioni, dalla galleria, al longue, all’auditorium, dove potrai organizzare conferenze e condividere video, slide e quant’altro riterrai opportuno, il tutto in modo intuito e semplice.

La galleria

Ora che hai il tuo spazio non ti resta che riempirlo con le tue opere, e anche qui è tutto molto semplice, vedrai appesi al muro degli spazi vuoti con una cornice, tu non dovrai altro che cliccarci sopra e ti si aprirà un menù, dove potrai caricare e inserire le tue opere, ovviamente puoi metterci un titolo e una descrizione, e potrai abbellire il tuo spazio con mobili e oggetti di arredamento vario.

Ovviamente sei libero di spaziare anche nelle altre “stanze”, interagire coi vari “ospiti”, chattare, condividere, è attiva anche la chat vocale e ovviamente quella in 3D, fare amicizie, creare eventi, confrontarsi e quant’altro, il tutto molto semplicemente e intuitivamente.

Se volessi più informazioni, non esitare a contattarmi

Spatial.io la nuova frontiera del metaverso

Cosa è Spatial

Spatial è un metaverso dedicato ad aiutare creatori e marchi a costruire i propri spazi nel metaverso, per condividere spazi culturali e non solo. Consente ai suoi utenti di sfruttare i suoi splendidi spazi per condividere contenuti, costruire comunità affiatate e promuovere lavori e prodotti creativi. Consente inoltre ai suoi utenti di creare spazi 3D belli e funzionali che si possono coniare come NFT e vendere/affittare ad altri che desiderano ospitare le loro esperienze.

Il metaverso è un’opportunità per i creatori di contenuti e chi ne usufruisce d’interagire più da vicino che mai. Uno spazio aperto e condivisibile, dove gli utenti possono connettere facilmente i propri spazi con altre piattaforme e trasferire senza problemi i contenuti dall’una all’altra, il tutto abilitato dalla blockchain.

Chi ha creato Spatial

Spatial è un team appassionato di esperti di progettazione 3D e metaverso con sede a New York, San Francisco e in tutti gli Stati Uniti. Spatial è stata fondata nel 2016 da investitori tra cui iNovia Capital, White Star Capital, Expa (fondata da Garrett Camp), Kakao Ventures, Lerer Hippeau, Leaders Fund, Samsung NEXT e angeli tra cui Mark Pincus (fondatore di Zynga) e Andy Hertzfeld (co-inventore del Macintosh) e Mike Krieger (co-fondatore di Instagram).

A cosa serve Spatial

La missione di Spatial è di consentire a chiunque di creare spazi virtuali per riunire le persone, costruendo una comunità globale in cui le persone possono creare e condividere, scoprire il mondo che le circonda e connettersi con altri in tutto il mondo.
In Spatial si da priorità alla sicurezza, alla diversità, all’inclusione e all’autenticità. Incoraggia i creatori a celebrare ciò che li rende unici e, gli spettatori a impegnarsi in ciò che li ispira in un ambiente sicuro aiuti tutti a esprimersi apertamente.

Un ambiente personalizzabile in 2 e 3 D

Spatial è un ambiente progettato sia in 2 che in 3D (utilizzando gli Oculus) e personalizzabile a partire dall’avatar, che si può creare da zero, oppure utilizzando una propria foto, sino agli ambienti e agli oggetti.

Dimentichiamoci gli ambienti di “Second life” e simili, Spatial è costruito per fare interagire la persone, creare comunità, gli auditorium posso riunire in remoto diverse realtà, creare seminari, conferenze, team di lavoro e condividere, slide, filmati, pagine web, un po’ come usare zoom ma in un ambiente virtuale. Vi sono molte persone interessanti che si possono seguire e gli eventi sono all’ordine del giorno e il tutto è molto intuitivo.

Non possono mancare gli NFT e le gallerie ne sono piene, io ho allestito due spazi, per testarne le funzionalità una galleria qui: https://www.spatial.io/s/Italian-and-armenian-art-gallery-6391f8df0c56c50001720c53?share=4165871907900286340

E una sala riunioni questa: https://www.spatial.io/s/Skorpions-auditorium-63937eef7b947b000109ba87?share=8558955949978589739.

E voi l’avete già provato Spatial?

Cose ne pensate?

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