Il calcio, quello vero, nasce dalla terra prima ancora che dal pallone. Nasce dalle curve di uno stadio costruito accanto al mare, dalle voci roche di chi lo ha tramandato di padre in figlio come un mestiere antico, non come un vezzo. Eppure oggi, a guardare le cronache di un pallone italiano sempre più simile a un fondo speculativo travestito da passione popolare, viene da chiedersi se non si sia smarrita, per strada, l’anima stessa del gioco.
