Come i social media stanno riscrivendo le regole della politica
La politica si vince con le urne o con i media? La vittoria dell’FPÖ in Austria non è solo una questione di numeri. È un segnale di quanto il panorama mediatico stia ridefinendo il potere politico. In un mondo in cui le persone si fidano sempre meno dei media tradizionali, chi riesce a costruirsi una propria piattaforma ha un vantaggio clamoroso.
L’FPÖ non ha aspettato che i media riportassero la sua versione: ha creato i suoi canali, dominando la narrativa su temi caldi come immigrazione, sicurezza, vaccini e ambiente. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Con 214mila iscritti su YouTube e contenuti che competono in termini di audience con le reti commerciali austriache, l’FPÖ non solo parla alla sua base, ma plasma un’intera realtà alternativa. Ma questo è davvero un bene o un male?
Da un lato, è evidente che questa strategia ha dato risultati, dimostrando che l’accesso diretto alle persone può funzionare. Dall’altro, però, c’è da chiedersi: cosa succede quando un partito evita il confronto con media e critiche esterne? La democrazia non vive anche di dibattito, pluralismo, e soprattutto di responsabilità?
C’è però un altro lato della medaglia che spesso ignoriamo. La crescita mediatica dell’FPÖ non è solo un esempio di come i partiti di estrema destra usino i social per bypassare i media tradizionali. È anche un segnale che il sistema mediatico tradizionale non riesce più a rispondere alle nuove esigenze comunicative delle persone. In un certo senso, l’FPÖ ha compreso come parlare a un pubblico che si sente ignorato dalle narrazioni ufficiali. E questo ci porta a un punto fondamentale: i media classici dovrebbero ripensare il loro modo di raccontare la realtà. Non si tratta solo di combattere la disinformazione, ma di ascoltare e rispondere alle preoccupazioni reali delle persone.
Quindi, la domanda è: questa nuova forma di comunicazione politica è solo un fenomeno temporaneo o stiamo assistendo a un cambiamento duraturo nella politica internazionale? Qualunque sia la tua opinione, non si può negare che oggi chi controlla la narrazione ha in mano le chiavi del potere.
L’Approfondimento
Analizziamo l’ascesa del Partito della Libertà (FPÖ) in Austria, un partito di estrema destra che ha vinto le recenti elezioni parlamentari. Il successo dell’FPÖ è legato, in parte, alla sua strategia di comunicazione che include l’utilizzo di un canale televisivo online, FPÖ TV, e di altri media digitali per raggiungere direttamente il proprio pubblico. FPÖ TV trasmette programmi e contenuti che promuovono le posizioni del partito, spesso criticabili per la diffusione di informazioni false, e danno spazio a figure come Marie-Christine Giuliani, una ex dipendente della televisione pubblica austriaca ORF, che intervista regolarmente medici critici nei confronti dei vaccini. L’articolo evidenzia anche la presenza di personaggi come Lisa Gubik, una giovane presentatrice che, attraverso il canale FPÖ TV, si è fatta strada nel partito e si è candidata alle elezioni, spingendo messaggi legati alla sicurezza delle donne e alla paura dell’immigrazione. La strategia dell’FPÖ di costruire una “realtà mediatica parallela” attraverso FPÖ TV e i social media, permette al partito di bypassare i media tradizionali e diffondere la propria propaganda senza dover rispondere alle critiche.
Il Partito della Libertà (FPÖ) in Austria ha utilizzato una serie di strategie di comunicazione efficaci per raggiungere il proprio pubblico, in particolare facendo un uso strategico dei media.
l’FPÖ ha investito molto nella creazione di mezzi di comunicazione propri, tra cui il settimanale online Neue Freie Zeitung, due podcast di attualità e approfondimento politico, una forte presenza sui social media e FPÖ TV, il proprio canale televisivo che trasmette principalmente su YouTube.
Questo approccio consente all’FPÖ di controllare i propri messaggi ed evitare le critiche dei media tradizionali
L’ FPÖ TV funziona come una vera e propria redazione giornalistica, anche se il suo personale non è composto da giornalisti ma da persone affiliate al partito.
Questo approccio conferisce ai messaggi dell’FPÖ una patina di credibilità giornalistica.
Con 214.000 iscritti su YouTube e i suoi video che vengono caricati anche su altre piattaforme come Facebook, raggiungono un pubblico molto più vasto che i media tradizionali e secondo alcune stime, i video di FPÖ TV ottengono un numero di spettatori paragonabile ai programmi di informazione delle televisioni commerciali austriache. Ciò consente all’FPÖ di aggirare i media tradizionali e raggiungere direttamente il proprio pubblico con la propria narrativa.
Con la crescita della propria portata mediatica, l’FPÖ ha sempre più la possibilità di rifiutare di collaborare con i media considerati troppo critici, ad esempio ha rifiutato di partecipare a un importante dibattito elettorale trasmesso dalle reti austriache, sostenendo la parzialità degli organizzatori.
La promozione di una realtà mediatica parallela: secondo la giornalista Ingrid Brodnig, l’FPÖ sta utilizzando la sua TV e i social media per “espandere la propria realtà mediatica parallela”, questa strategia consente al partito di diffondere i propri messaggi senza essere contestata dai media tradizionali e quindi di alimentare la sfiducia nelle istituzioni democratiche
La concentrazione su temi cari all’estrema destra: i video più popolari pubblicati concentrano su tematiche tipiche della narrazione dell’ estrema destra in Europa, come l’immigrazione, la comunità LGBT, l’inflazione, l’ambientalismo e la guerra in Ucraina, questo approccio consente all’FPÖ di rivolgersi a un pubblico specifico che condivide queste preoccupazioni.
l’FPÖ ha utilizzato la TV come trampolino di lancio per le carriere politiche dei suoi presentatori. Marie-Christine Giuliani e Lisa Gubik, entrambe diventate popolari che grazie alle loro apparizioni, si sono candidate con l’FPÖ alle elezioni e si prevede che otterranno seggi nel Consiglio Nazionale austriaco.
Questo approccio consente all’FPÖ di capitalizzare la popolarità dei propri media e di portare avanti la propria agenda politica.
In sintesi, l’FPÖ ha adottato una sofisticata strategia di comunicazione che prevede la creazione di media propri, il raggiungimento diretto del pubblico, la promozione di una realtà mediatica parallela e la concentrazione su temi di estrema destra. Questa strategia ha consentito all’FPÖ di aggirare i media tradizionali, di controllare i propri messaggi e di coltivare una base di sostegno fedele.
Cosa ne pensi? I media tradizionali hanno ancora un ruolo o siamo entrati nell’era della politica fai-da-te? Lascia un commento qui sotto e unisciti alla conversazione!
