Il recente taglio di 8.000 posti di lavoro operato da Meta, circa il 10% della sua forza lavoro non costituisce una manovra di efficientamento ciclico, ma un pivot strategico radicale verso un’infrastruttura aziendale interamente dominata dall’Intelligenza Artificiale. In questa fase, il capitale umano non viene ridotto per “tagliare i costi”, ma viene attivamente convertito in dati per addestrare i propri sostituti digitali. Il dato macroeconomico è impressionante: un investimento di 145 miliardi di dollari in infrastrutture IA, destinato a data center e semiconduttori avanzati, mentre la gestione dei dipendenti rimasti assume i contorni di una vera e propria “espropriazione del valore umano”.
